Francia: Macron chiede all’Iran il rilascio di una cittadina francese

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 13:05 in Francia Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha richiesto all’Iran di rilasciare urgentemente una ricercatrice in possesso di doppia cittadinanza, francese e iraniana, Fariba Adelkhah, arrestata per via delle accuse di spionaggio avanzate da Teheran. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato, venerdì 5 giugno, da The Associated Press, Macron ha dichiarato, nel giorno dell’anniversario dall’arresto della ricercatrice, di ritenere inaccettabile che Adelkhah sia ancora in prigione. La donna, lo scorso 16 maggio, era stata condannata a un totale di sei anni di reclusione, di cui cinque con l’accusa di associazione e cospirazione contro la sicurezza nazionale e uno per propaganda contro la Repubblica Islamica. 

Adelkhah ha 60 anni ed è un’antropologa specializzata in Islam sciita, direttrice di ricerca presso l’istituto di studi politici di Parigi Sciences Po. Dopo essere stata arrestata insieme al collega Roland Marchal nel giugno 2019, il suo processo era iniziato lo scorso 3 marzo. Lo scorso 24 dicembre, la donna aveva iniziato uno sciopero della fame durato fino al successivo 12 febbraio e che le ha arrecato danni alla salute. Inizialmente, la donna era stata accusata di spionaggio ma a marzo tali incriminazioni erano state ritirate, nonostante sia stata poi trattenuta in prigione per ragioni di sicurezza nazionale. 

Il 21 marzo, il collega di Adelkhah, Roland Marchal, esperto in conflitti sub-sahariani, era stato rilasciato dopo un accordo raggiunto il giorno precedente tra Parigi e Teheran su uno scambio di detenuti. Marchal era rientrato in Francia in seguito alla riconsegna, da parte di Parigi, di Jalal Ruhollahnejad, un ingegnere iraniano arrestato a Parigi per presunte violazioni delle sanzioni americane imposte su Teheran e ricercato dal governo statunitense. Il rilascio di Ruhollahnejad aveva causato lo scontento di Washington. Nella stessa giornata del 21 marzo, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva richiesto alle autorità iraniane anche la liberazione di Adelkhah ma, da parte sua, l’Iran aveva rifiutato l’appello del capo di Stato francese, sostenendo che tale richiesta fosse un atto di interferenza da parte di Parigi negli affari interni della Repubblica Islamica, la quale non riconosce la doppia cittadinanza. 

La detenzione di Marchal era stata annunciata, lo scorso 16 ottobre, anche dall’associazione FASOPO, di cui entrambi i professori risultano membri. Secondo quanto dichiarato, l’associazione aveva di proposito scelto di non far trapelare notizie sulla detenzione dei due professori, ma aveva poi cambiato idea in seguito all’annuncio di Le Figaro del 15 ottobre. Secondo quanto reso noto dall’associazione, Marchal e Abdelkhah erano scomparsi il 25 giugno. Poco dopo, il 16 luglio, Teheran aveva confermato l’arresto di Abdelkhah, senza però fornire dettagli in merito al motivo della sua detenzione. Per quanto riguarda Marchal, invece, l’associazione FASOPO aveva rivelato che il professore era stato arrestato dopo essere giunto da Dubai in Iran, dove aveva intenzione di celebrare la festività musulmana dell’Eid insieme alla collega franco-iraniana. FASOPO aveva altresì aggiunto che Marchal era noto per “le sue forti prese di posizione che riflettono la sua ricerca intransigente di onestà intellettuale e valori umanistici”. 

L’arresto dei due professori francesi, secondo quanto evidenziato da France24, non rappresenta una novità. Nello specifico, il quotidiano aveva rivelato che già in precedenza l’Iran aveva arrestato cittadini stranieri o in possesso della doppia cittadinanza. Da ciò, le accuse di alcuni attivisti in materia di diritti umani, secondo cui Teheran si serva di tali detenuti per ottenere concessioni dai Paesi occidentali. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.