Brexit: come è andato l’ultimo round di negoziati con l’UE

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 16:52 in Europa UK

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Si è chiuso, venerdì 5 giugno, il quarto round di negoziati tra l’Unione Europea e il Regno Unito volto a definire le relazioni bilaterali post-Brexit. Al termine dell’ultimo incontro, il capo negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier, ha dichiarato di non aver ottenuto grandi progressi. 

È quanto rivelato da Politico, il quale ha altresì reso noto che secondo Barnier l’UE e il Regno Unito non potranno andare avanti così a lungo, dato che il dialogo non ha portato ad alcun progresso in nessuno dei quattro argomenti chiave del negoziato tra le due parti, ovvero la pesca, la governance, l’equo trattamento, l’applicazione delle leggi e le questioni principali in materia di sicurezza. 

Ciò nonostante, ha ricordato il capo negoziatore dell’UE, il Regno Unito non intende prorogare i termini per il raggiungimento di un accordo, i quali scadranno il prossimo ottobre, in vista della necessità di ratificare un eventuale documento entro il 31 dicembre. In tale contesto, Barnier ha dichiarato di ritenere che nel prossimo round, previsto per la fine di giugno, entrambe le parti dovranno cercare di lavorare nel modo più efficiente possibile. In aggiunta, il prossimo incontro vedrà la partecipazione del premier di Londra, Boris Johnson, della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e di altri funzionari dell’UE. 

Da parte sua, il funzionario dell’UE ha accusato il premier del Regno Unito di voler ritrattare l’accordo politico siglato tra le due parti lo scorso anno al completamento della Brexit. Diversamente da Londra, ha specificato Barnier, l’UE non intende accettare tale opzione. 

Dall’altra parte, il capo negoziatore del Regno Unito, David Frost, ha riconosciuto che i progressi raggiunti nel dialogo sono minimi, aggiungendo altresì di essere vicini al punto limite di quanto possa essere ottenibile dagli incontri via remoto.  

In tale quadro, il Financial Times rivela che sono in aumento le possibilità del mancato raggiungimento di un accordo tra le due parti.  

Il quarto round di negoziati sull’accordo commerciale post Brexit e sulla definizione delle nuove relazioni tra le parti era iniziato lo scorso 2 giugno in videoconferenza. La tornata giungeva dopo che i precedenti tre round avevano prodotto scarsi risultati. In particolare, in seguito al ciclo di incontri terminato lo scorso 15 maggioil ministro dell’Ufficio di governo di Londra, Michael Gove, aveva dichiarato di ritenere che vi siano divergenze tra le due controparti, dato che a detta del ministro, Bruxelles chiede al Regno Unito di allinearsi con le proprie disposizioni nonostante Londra non faccia più parte dell’Unione Europea.  

Dall’altra parte, anche l’UE, nella persona di Bernier, aveva dichiarato di ritenere che il Regno Unito avanzi pretese irrealistiche, alla luce delle quali i negoziati potranno entrare in una nuova fase di stallo. Londra, però, non intende prorogare i negoziati con l’Unione europea oltre il prossimo 31 dicembre, sebbene il governo britannico solleciti una proroga a causa del coronavirus.  Dall’altra parte, Bruxelles, ha sottolineato il suo negoziatore capo per la Brexit, non intende accettare una intesa a ogni costo e, per tale ragione, ha anche avviato lavori preparatori per l’eventuale mancato raggiungimento di un accordo, il che comporterebbe rapporti economici sulla base delle diposizioni dell’Organizzazione mondiale del commercio.    

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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