Francia e Algeria si impegnano a risolvere la crisi diplomatica

Pubblicato il 4 giugno 2020 alle 17:20 in Algeria Francia

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Durante una conversazione telefonica, i presidenti della Francia e dell’Algeria si sono promessi di risolvere la recente frattura diplomatica tra i due Paesi e di “rilanciare” le relazioni bilaterali dopo il temporaneo richiamo in patria dell’ambasciatore algerino a Parigi. Il presidente Emmanuel Macron ha discusso telefonicamente, martedì 2 giugno, con il suo omologo di Algeri, Abdelmadjid Tebboune, di unampia gamma di questioni, dalla crisi del coronavirus, alla guerra in Libia, alle insurrezioni islamiste nel Sahel. Tuttavia, il focus della conversazione è stato quello della crisi diplomatica innescata dalla trasmissione, sulla televisione pubblica francese, di alcuni documentari incentrati sul movimento di protesta antigovernativo “Hirak”, diffuso da più di un anno in Algeria. In risposta alla riproduzione dei film, percepiti dal governo di Algeri come unoffesa, il Paese nordafricano aveva deciso, il 27 maggio, di richiamare il suo ambasciatore a Parigi, Salah Lebdioui, per consultazioni. I documentari, apparentemente riprodotti spontaneamente e con il pretesto della libertà di espressione, sono in realtà attacchi al popolo algerino e alle sue istituzioni, incluso l’esercito”, aveva dichiarato il Ministero dell’Interno algerino.

I due film, trasmessi il 26 maggio, erano stati riprodotti dal canale Francia 5 e da quello parlamentare. Il primo, “Algeria, amore mio”, che ha suscitato accesi dibattiti sui social media, racconta la storia del movimento di protesta attraverso gli occhi di cinque algerini ventenni. Il secondo, invece, è intitolato “Algeria: le promesse dell’alba” ed è stato ugualmente attaccato.

A inizio anno, Tebboune, che è stato nominato presidente il 19 dicembre 2019, aveva chiesto il “rispetto reciproco” nelle relazioni franco-algerine, sostenendo che il suo Paese non avrebbe accettato alcuna interferenza o tutela dall’esterno. Durante la telefonata di martedì 2 giugno, secondo quanto riferito dal Palazzo dellEliseo, i due leader hanno parlato “in uno spirito di amicizia” e “rispetto reciproco per la sovranità degli altri” e “hanno affermato la volontà di lavorare insieme per la stabilità e la sicurezza della regione”. Hanno anche concordato di lavorare per una relazione pacifica e un ambizioso rilancio della cooperazione bilaterale in tutti i settori”, ha aggiunto la dichiarazione della presidenza francese. Dal canto suo, l’Algeria ha affermato che entrambe le parti si impegneranno a “dare una spinta positiva” alle loro relazioni, creando una base sostenibile in grado di garantire il reciproco interesse comune e il pieno rispetto del carattere distintivo dei due Paesi e della loro sovranità”.

In Algeria, il movimento pro-democrazia “Hirak”, che è riuscito ad abbattere il regime dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, è iniziato il 22 febbraio 2019, chiedendo, con mezzi pacifici, l’avvio di riforme politiche strutturali. La situazione è diventata più agitata dopo che Bouteflika ha annunciato che avrebbe cercato di concorrere per un quinto mandato presidenziale consecutivo. A quel punto, le forze di sicurezza hanno cominciato a utilizzare la forza per disperdere i manifestanti, arrestando i leader e gli organizzatori delle proteste. Con il nuovo presidente Abdelmadjid Tebboune, invece, i toni sembravano essere più pacati e la strategia del governo sembrava più tollerante verso i manifestanti. Con lo scoppiodell’epidemia di coronavirus, tuttavia, il movimento è stato costretto a sospendere le sue proteste da metà marzo e il giro di vite contro gli oppositori del regime e contro alcuni media indipendenti sembra essere ripreso. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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