Armenia: Pashinyan positivo al coronavirus

Pubblicato il 4 giugno 2020 alle 6:24 in Armenia Europa

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha annunciato di essere risultato positivo al test COVID-19, sebbene non presenti alcun sintomo.

La positività di Pashinyan è la manifestazione più evidente della diffusione accelerata della malattia in tutto il paese. Al 2 giugno, l’Armenia aveva registrato 6.368 casi attivi, tra cui 517 nuove infezioni e 19 decessi nell’ultimo giorno rispetto a soli 25 recuperi. In totale finora 158 armeni sono morti a causa della malattia, con un tasso di 44,2 morti per milione di abitanti. Il dato più alto della regione, ma anche quello considerato più affidabile dagli esperti.

Il primo ministro ha detto che apparentemente era stato infettato da un cameriere che non aveva indossato i guanti durante una cena. Aveva suscitato polemiche nei giorni scorsi una foto, scattata 10 giorni fa, con Pashinyan e diversi altri alti funzionari in una cena ufficiale in cui le uniche persone che indossavano maschere o osservavano anche il minimo allontanamento sociale erano i camerieri.

Pashinyan ha spiegato che tutta la sua famiglia è risultata positiva, ma nessuno ha avuto sintomi della malattia e tutti si sentono bene. Ha affermato che ha deciso di sottoporsi ai test solo per precauzione perché aveva intenzione di visitare unità militari.

Pashinyan ha sempre indossato una mascherina in pubblico negli atti ufficiali, anche durante le conferenze stampa. Un portavoce ha affermato che il primo ministro ora lavorerà da remoto ma che il suo staff non sarebbe stato testato per la malattia.

L’Armenia ha già così tanti casi attivi di COVID-19 che i pazienti con sintomi assenti o lievi vengono curati a casa, poiché la capacità ospedaliera del paese – circa 4.000 posti letto totali – è superata dagli eventi.

Il 24 maggio, il ministro della Sanità Arsen Torosyan ha dichiarato che dei 186 letti di terapia intensiva disponibili nel Paese per i pazienti affetti da coronavirus, 154 erano in uso. Allora, l’Armenia aveva 230 casi classificati come gravi e 52 come estremamente gravi. I numeri dei letti in terapia intensiva non sono stati aggiornati da allora, ma in un briefing del 1° giugno Pashinyan ha dichiarato che 440 casi sono ora classificati come gravi e 55 come estremamente gravi. Negli ultimi giorni, il tasso di test positivi è stato di circa il 35%.

Nonostante la crescente diffusione della malattia, l’Armenia ha rimosso la quarantena a partire dal 4 maggio. Restano alcune restrizioni e la polizia applica rigorosamente le regole sull’uso di mascherine e guanti, che ora sono obbligatorie in quasi tutti gli spazi pubblici interni e anche in alcuni spazi esterni. Oltre 1.200 persone sono state multate e 134 aziende sono state chiuse per aver violato le regole.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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