Sud Sudan: 4 soldati uccisi dall’esercito dell’Uganda

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 17:43 in Sud Sudan Uganda

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esercito del Sud Sudan ha confermato l’uccisione di 4 ufficiali, da parte dell’esercito ugandese, lungo il confine di Kajo Keji, nella parte meridionale del Paese. È quanto ha riferito il portavoce dell’esercito, il maggiore Lul Ruai Koang, specificando che 3 delle vittime erano membri delle forze di difesa del Sud Sudan mentre uno apparteneva alla polizia. I 4 facevano parte di un gruppo di forze di sicurezza schierato lungo il confine per pattugliare la zona e scoraggiare gli attraversamenti illegali.

“Le Forze di Difesa dellUganda li hanno individuati e hanno aperto il fuoco contro di loro uccidendone 4 sul posto, tre delle SSPDF, forze di difesa popolare del Sud Sudan, e uno dei servizi di polizia nazionale del Sud Sudan”, ha dichiarato Koang allagenzia di stampa turca Anadolu. “Un quinto uomo è stato ferito e ora sta ricevendo le dovute cure a Kajo Keji”, ha aggiunto.

Secondo Koang, le forze stavano pattugliando il confine con l’Uganda in una località chiamata Guya, un villaggio conteso tra i due Paesi. “Si erano fermati a Guya per bere dellacqua perché il villaggio aveva una pompa. Da lì li hanno aggrediti”, ha affermato il portavoce, sottolineando che la leadership dell’SSPDF si è messa in contatto con la controparte ugandese per svolgere le indagini sul caso.

Yusuf Taban, presidente del consiglio locale della sub-contea di Kochi, in Uganda, ha accusato l’esercito sud sudanese di aver invaso il villaggio di Maru per saccheggiare e molestare i civili. Secondo le sue dichiarazioni, i soldati avrebbero rubato una sega elettrica e circa 10 litri di petrolio dai residenti. In più, secondo le autorità ugandesi, avrebbero anche ordinato agli abitanti del villaggio di lasciare la zona sostenendo che fosse di appartenenza del Sud Sudan. “A seguito delle proteste dei residenti, i soldati delle Forze di Difesa dellUganda, stanziati nel distaccamento di Goboro sono entrati nel villaggio di Maru e hanno risposto al fuoco dei nemici”, ha precisato Taban.

Il Sud Sudan sta lentamente emergendo da una brutale guerra civile, andata avanti per 6 anni, che ha causato oltre 380.000 morti e milioni di sfollati. Il presidente Salva Kiir e il vicepresidente Riek Machar, ex leader ribelle, hanno raggiunto un accordo per formare un governo di unità il 22 febbraio, ma rimangono in conflitto su questioni interne che riguardano ad esempio chi governerà i 10 stati regionali del paese. Mentre la violenza politica si è relativamente calmata dall’accordo, la mancanza di governatori statali ha creato un “vuoto di potere” che favorisce la violenza etnica ed intercomunitaria. “Il governatore è una persona molto importante negli stati del Sud Sudan perché riunisce molte tribù. Hanno anche l’autorità di riconciliare e agire in caso di non conformità”, ha riferito ad Al Jazeera David Shearer, rappresentante speciale delle Nazioni Unite nel Paese africano. “Queste società sono molto concentrate sull’allevamento a e la loro sopravvivenza dipende dal bestiame”, ha aggiunto. 

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.