OPEC+: possibili estensioni dei tagli alla produzione petrolifera

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 16:53 in Arabia Saudita Russia

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L’OPEC e i suoi alleati stanno valutando se estendere i tagli alla produzione per sostenere il mercato petrolifero, nonostante continuino le discussioni sull’opportunità o meno di anticipare il prossimo incontro del gruppo. Secondo le ultime indiscrezioni, la Russia e le altre nazioni dellOPEC + preferirebbero prolungare di un mese gli attuali tagli alla produzione. Tuttavia, non è ancora chiaro se il principale membro dell’OPEC, ovvero lArabia Saudita, ritenga sufficiente tale estensione. Riad ha proposto un allungamento fino a un massimo di tre mesi.

Nel frattempo, i prezzi del petrolio sono aumentati rispetto ai minimi storici di marzo e aprile, quando lepidemia di coronavirus e la guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita avevano comportato tagli record della produzione. Grazie a un lento recupero della domanda di greggio, il cartello deve ora decidere per quanto tempo mantenere limiti imposti alla produzione.

I timori di una seconda ondata di infezione rendono rischiose le previsioni sulla ripresa. Con un prezzo di circa 40 dollari al barile, il valore del petrolio continua a rimanere su livelli più bassi di quelli che servirebbero ai Paesi dellOPEC + per coprire la spesa pubblica.

La scorsa settimana, la posizione della Russia era quella di non estendere ulteriormente i tagli alla produzione, preferendo invece attenersi all’accordo originale che prevede di rimuovere le limitazioni a partire da luglio. Tuttavia, martedì primo giugno, una fonte interna dellamministrazione russa ha riferito, secondo quanto riportato da Al Jazeera, che sarebbe consigliabile trovare un compromesso. Non è insolito per la Russia e l’Arabia Saudita assumere posizioni diverse prima dei colloqui dell’OPEC +, anche se, nella maggior parte dei casi, alla fine i due produttori hanno sempre trovato un accordo.

“Non crediamo che si ripeterà il tracollo di marzo”, ha dichiarato Helima Croft, responsabile della strategia globale sulle materie prime presso RBC. “Pensiamo che cercheranno di risolvere le divergenze accettando un’estensione da uno a tre mesi”, ha aggiunto.

Con il greggio Brent che ha superato i 40 dollari al barile, mercoledì 3 giugno, per la prima volta dall’inizio di marzo, l’Arabia Saudita e la Russia affrontano un’altra sfida mentre valutano come gestire la ripresa. Martedì, i membri dell’OPEC, discutendo su quando tenere il loro prossimo incontro, hanno valutato la proposta di anticiparlo di qualche giorno, ovvero il 4 giugno. Tuttavia, non sono ancora arrivate conferme ufficiali sul fatto che la riunione, in videoconferenza, si debba tenere domani.

Un altro punto critico nelle discussioni di questi giorni è la questione della conformità, ovvero valutare se i membri stanno attuando i tagli che hanno promesso. La Russia, che ha spesso tardato ad attuare gli accordi, questa volta ha aderito in tempo alle sue promesse e sta spingendo affinché qualsiasi estensione dei tagli sia subordinata a una valutazione di conformità. L’Iraq e la Nigeria, ad esempio, che hanno ripetutamente contestato gli impegni dell’OPEC negli ultimi tre anni, hanno rispettato meno della metà dei tagli concordati il mese scorso, secondo un sondaggio condotto da Bloomberg. Il ministro delle Finanze iracheno, Ali Allawi, ha risposto su Twitter, affermando che il Paese è impegnato duramente nel rispetto delle misure. “Nonostante i severi vincoli finanziari dell’Iraq, stiamo affrontando questioni tecniche che ci consentiranno di ridurre ulteriormente la produzione di petrolio”, ha dichiarato Allawi. Il suo omologo nigeriano, Timipre Sylva, ha pubblicato un messaggio simile su Instagram, martedì 2 giugno, riconoscendo che il Paese dell’Africa occidentale ha effettuato circa la metà dei tagli promessi il mese scorso, ma promettendo che la produzione di greggio rientrerà, entro la fine di giugno, nella quota prevista.

L’accordo originale, raggiunto il 13 aprile tra i Paesi del gruppo OPEC e i suoi alleati, ha previsto una riduzione della produzione petrolifera di 9,7 milioni di barili al giorno nei mesi di maggio e giugno 2020, una cifra pari a circa il 10% della produzione globale.L’Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno altresì effettuato ulteriori tagli volontari di circa 1,2 milioni di barili al giorno per giugno, portando il totale OPEC + a quasi 11 milioni di barili giornalieri.

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Chiara Gentili

di Redazione

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