Libia: Malta non intende restituire alla Russia il denaro sequestrato

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 10:19 in Libia Malta

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I vertici di Malta non intendono restituire alla Russia il carico di denaro libico contraffatto sequestrato e destinato all’uomo forte del governo di Tobruk e capo dell’Esercito Nazionale Libico, Khalifa Haftar, nonostante le pressioni esercitate da Mosca.  

È quanto rivelato, mercoledì 3 giugno, dal Times of Malta, il quale ha ottenuto tali informazioni da fonti anonime informate sui fatti. Secondo quanto reso noto, La Valletta aveva sequestrato l’equivalente di circa 1.1 miliardi di dollari in dinari libici provenienti dalla Russia nel mese di novembre 2019. Il denaro non era internazionalmente riconosciuto ed era stato individuato due mesi prima presso le dogane maltesi, le quali avevano bloccato la nave con a bordo le banconote.  

In seguito al fermo del carico, aggiunge il Times of Malta, il governo maltese ha ricevuto pressioni da parte di Mosca per la restituzione delle banconote, ma ciò nonostante La Valletta ha deciso di mantenere i dinari all’interno del proprio territorio. Secondo quanto specificato da una fonte vicina al premier maltese, Robert Abela, La Valletta non intende distruggere il denaro sequestrato, il quale rimarrà sull’isola in condizioni di sicurezza. 

Il sequestro del denaro era stato annunciato, lo scorso 29 maggio, dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Nello specifico, Washington si era complimentata con Malta per l’operazione compiuta, la quale aveva intercettato il denaro stampato presso un’azienda di Stato russa, la Goznak, su richiesta del governo di Tobruk. In aggiunta, l’Amministrazione Trump aveva ribadito il proprio impegno a lavorare con le Nazioni Unite e con i suoi partner internazionali per scongiurare attività illegittime in Libia in grado di compromettere la stabilità e la sovranità del Paese. In linea con ciò, gli Stati Uniti avevano condannato le attività di Mosca, alla quale era stato chiesto di porre fine alle proprie attività malevoli e destabilizzanti in Libia.  

In seguito all’annuncio, la Goznak aveva rilasciato una dichiarazione per rispondere alle accuse avanzate dagli Stati Uniti, ribadendo l’autenticità del denaro inviato. Le banconote inviate, aveva specificato l’azienda, erano state stampate su richiesta della sede parallela di Tobruk della Banca centrale, la quale, a detta dell’azienda russa, ha due sedi, una a Tripoli e una a Tobruk. La fornitura di denaro, nello specifico, rientrava in un accordo commerciale siglato tra la sede di Tobruk e la Goznak, la quale, rivela il bne, stampa denaro anche per la Siria, il Venezuela e lo Yemen.  

Tale accordo, e il conseguente ordine di banconote, aveva aggiunto l’azienda, era stato approvato dal consiglio d’amministrazione della Banca centrale libica nel 2015. Successivamente, la possibilità che la sede di Tobruk concludesse accordi per la stampa di denaro in Paesi terzi era stata concessa nel 2016 dal governo di Tripoli. Tale concessione, aveva aggiunto la Goznak, non è mai stata revocata e da ciò deriva la legittimità dell’appalto concluso con la Goznak e del denaro da essa fornito, il quale non è, secondo l’azienda, contraffatto.   

In tale quadro, era intervenuto anche il Ministero degli Affari Esteri della Russia, il quale, il 30 maggio aveva confermato quanto sostenuto dalla Goznak, anche in riferimento alla doppia sede della Banca centrale libica, ribadendo altresì l’autenticità del denaro fornito. Alla luce di ciò, Mosca aveva dichiarato che ad essere contraffatti non erano i dinari, ma le dichiarazioni di Washington.  

Più in generale, il bne Intellinews rivela che nell’ultimo anno la sede di Tobruk della Banca centrale libica ha aumentato le richieste di invio di denaro dalla Russia sia prima, sia dopo, l’offensiva militare di Haftar volta a conquistare Tripoli. In particolare, secondo i dati raccolti da Reuters, circa 4.5 miliardi di dinari, l’equivalente di circa 3 miliardi di dollari, erano stati inviati in quattro tranche tra il febbraio e il giugno 2019, quando il governo di Tobruk necessitava denaro per finanziare la propria spedizione militare. In totale, dal 2016 al 2019, secondo i dati dell’Ufficio dogane della Russia, ripresi dal bne Intellinews, la Russia ha fornito circa 843 tonnellate di dinari al governo di Tobruk. Ciò, secondo quanto rivelato da Reuters, e ripreso dal bne Intellinews, corrisponderebbe almeno a 13.5 miliardi di dinari, ovvero 9.5 miliardi di dollari.  

Le banconote fornite dalla Russia, secondo quanto riportato, presentano alcune differenze con i dinari ufficiali della Libia, ma a tale riguardo, la Goznak sostiene di aver ricevuto l’approvazione dei rappresentanti della Banca centrale libica. In aggiunta, l’azienda russa ha rivelato che la stampa e la fornitura del denaro erano state approvate anche dalla Commissione sulla Libia delle Nazioni Unite, la quale, nel dicembre 2019, non aveva riscontrato violazioni delle Risoluzioni fino a quel momento approvate dall’ONU.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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