Libia: le forze del GNA avanzano verso l’aeroporto in un clima di rinnovati colloqui

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 18:08 in Egitto Libia

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Le forze del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) hanno annunciato, mercoledì 3 giugno, l’inizio di una battaglia volta a riprendere il controllo dell’aeroporto di Tripoli. Nel frattempo, il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, si è recato al Cairo.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera il 3 giugno, le forze del GNA, al momento, mirano a prendere il controllo dell’aeroporto di Tripoli, fuori servizio sin dal 2014 e conquistato dall’esercito di Haftar all’inizio dell’operazione contro la capitale, intrapresa il 4 aprile 2019. In tale quadro, il portavoce del governo tripolino, Mohamed Qanunu, ha dichiarato che gli ultimi attacchi delle forze aeree hanno colpito soprattutto Qasr bin Ghashir e le aree circostanti all’aeroporto, dove sostano carri armati di Haftar.

Secondo quanto specificato dal portavoce, è da due giorni che le forze di Tripoli hanno condotto attacchi che hanno loro consentito di avvicinarsi sempre più verso l’obiettivo. Il bilancio delle vittime causate nelle ultime 48 ore, nel Sud della capitale, ammonta a circa 48 combattenti di Haftar. Dal canto suo, l’LNA è tuttora rinchiuso all’interno dell’aeroporto. Se le forze del GNA dovessero riuscire nella missione, a detta del corrispondente di al-Jazeera, nelle mani di Haftar rimarrebbe soltanto l’area di Qasr Bin Ghashir, situata a circa 26 km da Tripoli, nonché uno dei principali canali di rifornimento per l’LNA.

Nel frattempo, secondo quanto annunciato dalla Missione delle Nazioni Unite in Libia, il 2 giugno, le due parti belligeranti, ovvero LNA e GNA, si sono dette disposte a riprendere i negoziati nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5, con l’obiettivo di porre una tregua al conflitto libico. In tale quadro, nella giornata del 3 giugno, il generale Haftar si è recato in Egitto e, precisamente, al Cairo, per incontrare il ministro della Difesa, Mohamed Ahmed Zaki. Dall’altro lato, si prevede che il primo ministro e capo del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, si recherà nei prossimi giorni in Turchia.

In entrambi i casi si tratta di colloqui volti a discutere degli ultimi sviluppi nel panorama libico e delle modalità da attuare per giungere ad una soluzione politica. Quest’ultima è altresì l’obiettivo del Comitato 5+5, le cui discussioni hanno avuto inizio, da remoto, il 3 giugno. La notizia è stata confermata da un membro del Parlamento libico, Abdel-Muttalib Thabet, il quale ha espresso la speranza circa un cessate il fuoco in Libia.

Anche l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno accolto con favore quanto annunciato dall’Onu e la disponibilità mostrata sia dal GNA sia dall’LNA a partecipare a nuovi negoziati. A tal proposito, Il Cairo ed Abu Dhabi hanno ribadito il proprio sostegno a qualsiasi iniziativa che riporti pace, sicurezza e stabilità in Libia e hanno sottolineato che il dialogo ed il percorso politico rappresentano le uniche strade perseguibili per raggiungere tali obiettivi e per preservare l’integrità territoriale e l’unità del Paese.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011 e, anche dopo la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese non è mai riuscito a portare a termine una transizione democratica. Il GNA rappresenta l’unico governo legittimo, riconosciuto a livello internazionale, ed è guidato da Fayez al-Serraj. Ankara, Doha e Roma rappresentano i suoi principali sostenitori. L’Esercito Nazionale Libico, con a capo l’uomo forte di Tobruk, il generale Haftar, è appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per l’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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