Il Kosovo ha ufficialmente un nuovo governo

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 15:29 in Europa Kosovo

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Il Parlamento del Kosovo ha approvato il nuovo governo, con a capo Avdullah Hoti, economista moderato che ha promesso di annullare i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia. 

È quanto annunciato, mercoledì 3 giugno, da Bloomberg, il quale ha altresì specificato che Hoti è stato in precedenza ministro delle Finanze. Il neo-nominato premier ha completato la propria formazione nel Regno Unito, per poi tornare in Kosovo, dove è una figura di spicco del partito di centro-destra, la Lega Democratica, attualmente al governo con una coalizione che include partiti minori.  

Una delle sfide principali che il nuovo governo dovrà affrontare consiste nella ripresa del dialogo con la Serbia. A tale riguardo, Hoti ha già annunciato di voler istituire un regime di libero mercato con Belgrado, come suggerito dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, nonostante nella coalizione di governo sia presente, tra i partiti minori, il leader dell’AAK, Ramush Haradinaj, promotore dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia.  

In aggiunta, nel delineare la propria posizione in merito alle questioni inerenti al dialogo con la Serbia, Hoti ha chiarito di non avere intenzione di mettere in discussione il ridisegnamento dei confini del Kosovo, essendo contrario a ogni ipotesi di scambio territoriale con Belgrado.  

Tuttavia, il neonominato premier ha aggiunto che il primo punto in agenda sarà la lotta al coronavirus e alle conseguenze della pandemia sull’economia del Kosovo.  

Secondo quanto reso noto dal Telegraf, il governo di Hoti è stato approvato con 61 voti a favore, 24 contrari e una astensione. L’esecutivo è formato da 4 vicepremier e 16 ministri. In particolare, i 4 vicepremier sono Besnik Tahiti, Driton SelmanajAlbulena Balaj e Goran Rakic, il quale è anche ministro delle amministrazioni autonome locali. Gli altri ministri sono invece Hikmete Bajramial quale è stato affidato il Dicastero delle Finanze, Besian Mustafa, all’Agricoltura, Vlora Dumoshi, alla Cultura, Agim Veliu, all’Interno, Anton Kuni, alla Difesa, Arban Abrashi, alle Infrastrutture, Armend Zemaj, alla Salute, Blerim Kuqi, all’Economia, Meliza Haradinaj, agli Affari Esteri, Selim Seljimi, alla Giustizia, Rame Lika, all’Istruzione, Skender Recica, al Lavoro e alle Politiche Sociali, Dalibor Jevtic, alle Comunità e ai rientri.  

Il governo di Hoti succede al precedente esecutivo guidato da Albin Kurti, leader del partito di centro-sinistra Vetevendosje, sfiduciato lo scorso 25 marzo. La sfiducia era stata votata a favore da 82 parlamentari, a fronte di 32 voti contrari e una astensione. Tutti i membri dell’altro partito di coalizione, LDK, promotore della sfiducia, insieme al partito democratico e alla lista della comunità serba avevano votato a favore della sfiducia.       

Secondo quanto riportato, nel corso della discussione della sfiducia era stato posto l’accento da parte del partito di Kurti in merito alla volontà dell’opposizione di proclamare lo stato di emergenza in Kosovo per proporre uno scambio territoriale con la Serbia, in seguito smentito dagli Stati Uniti. Dall’altra parte, LDK e l’opposizione avevano accusato Kurti di autoritarismo, di mancato rispetto dell’accordo di coalizione e di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.    

In particolare, Kurti era stato accusato di essere promotore di una politica anti-americana dopo che, lo scorso 21 marzo, aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si era riunito nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, inserendo tuttavia misure di reciprocità. La rimozione dei dazi era stato definito un primo passo nella giusta direzione, ma le misure di reciprocità erano state duramente criticate da Washington 

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia erano stati imposti il 21 novembre 2018 e sono tutt’ora causa di stallo del dialogo volto alla normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia. Il Kosovo aveva approvato tali dazi il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.        

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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