Cile: patto nazionale per affrontare il coronavirus

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 12:22 in America Latina Cile

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Su iniziativa del presidente Sebastián Piñera, il governo, la coalizione di partiti di centro destra al potere e l’opposizione di sinistra sono alla ricerca di un patto nazionale che abbia come assi centrali la protezione sociale, la riattivazione economica e una strategia fiscale per far fronte alla crisi generata dalla pandemia di Covid-19. È un momento particolarmente complicato per il Cile, in cui la strategia sanitaria attuata dall’esecutivo mostra alcuni problemi: nonostante il fatto che la mortalità della pandemia rimanga intorno all’1%, 1.113 persone sono morte e i contagi confermati hanno raggiunto i 105.159 dal 3 marzo, quando è stato rilevato il primo caso. Con un mese di giugno che si prospetta pessimo a causa delle morti, della crisi economica e della ripresa delle proteste sociali, La Moneda cerca di stringere un’alleanza con i suoi avversari politici.

Lo aveva fatto lo scorso novembre, quando, nei giorni complessi delle rivolte sociali, caratterizzate da enormi proteste pacifiche contro la disuguaglianza ma anche da livelli di violenza senza precedenti, Piñera ha dovuto aprirsi a un plebiscito sulla Costituzione del 1980. Il referendum si sarebbe dovuto tenere il 26 aprile, ma con la pandemia è stato rinviato al prossimo 25 ottobre. A differenza di sei mesi fa, quando il presidente è apparso in seconda fila negli accordi costituenti del Congresso, dove l’opposizione ha la maggioranza, in questa occasione è stato lo stesso Piñera a fare appello “a tutti che vogliono dialogare e collaborare in buona volontà ”. Il presidente cileno ha parlato della necessità di “un grande accordo nazionale” per la ripresa economica e della “capacità del Cile di rimettersi in piedi”.

Tutte le istituzioni devono affrontare una grave crisi di popolarità: appena il 2% dei cileni crede nei partiti, il 3% nel Congresso, il 5% nel governo, secondo un sondaggio del Centro di Studi sociologici di Santiago. La popolarità del presidente, tuttavia, è aumentata dall’inizio della pandemia. Secondo l’ ultimo sondaggio CADEM pubblicato questa domenica, il sostegno a Piñera raggiunge il 29%, lo stesso livello che aveva prima dell’esplosione sociale del 18 ottobre. Il governo, tuttavia, deve urgentemente raggiungere accordi di fronte alla crisi sanitaria e alle sue conseguenze.

Lo stesso ministro della sanità Jaime Mañalich ha riconosciuto la scorsa settimana che le formule di screening e gli esercizi epidemiologici con cui le autorità esecutive hanno lavorato dallo scorso gennaio “sono crollati come un castello di carte”. L’elevato numero di morti e infezioni, che si concentrano principalmente nei settori vulnerabili della capitale con maggiore povertà e sovraffollamento, non ha aiutato le richieste di “nuova normalità” e di “ritorno sicuro” alle attività che il governo aveva iniziato a progettare dalle ultime settimane di aprile. Lo stesso Mañalich ha riconosciuto: “C’è un livello di povertà e sovraffollamento di proporzioni di cui non ero a conoscenza” – ha detto la scorsa settimana in riferimento ad alcune periferie di Santiago.

L’economia cilena si è contratta in aprile del 14,1%, secondo i dati della Banca centrale presentati lunedì 1 giugno. Nel quadro della pandemia, il governo ha presentato due pacchetti economici per circa 17 miliardi di dollari, equivalenti al 6,9% del PIL. Tra le altre misure, ha implementato bonus, sussidi per i cittadini con stipendi informali, un reddito di emergenza per tre mesi per 4,5 milioni di persone, prestiti alle piccole imprese e, sebbene con problemi logistici, distribuisce 2,5 milioni di cestini alimentari e altri elementi essenziali per le famiglie vulnerabili e della classe media in difficoltà.

Tali misure, tuttavia, sembrano insufficienti, dato che, secondo uno studio dell’Università del Cile e dell’Ordine dei Medici del Cile, il 15% delle persone con diagnosi di Covid-19 va al lavoro almeno una volta alla settimana e la quarantena a Santiago non impedisce il progredire della pandemia, come riconosciuto dalle stesse autorità sanitarie. Senza un reddito minimo è difficile chiedere alle persone di rimanere a casa, sottolineano.

È l’Ordine dei Medici che ha convinto Piñera a chiedere un grande accordo nazionale. Il presidente dell’ordine, il dottor Izkia Siches, la figura più apprezzata dai cittadini nel contesto della pandemia, secondo lo stesso sondaggio CADEM, ha presentato al governo una proposta economica preparata da una sezione trasversale di importanti economisti.

Tra le misure, l’esecutivo è stato esortato a utilizzare il saldo del Fondo di stabilizzazione economica e sociale, che è calcolato in 12 miliardi di dollari o il 5% del PIL, come quadro di riferimento per definire ciò che potrebbe essere speso nei prossimi 18 mesi. Scomparirebbero così i limiti fiscali che imposti dal Tesoro.

Per il governo, il ministro delle finanze, Ignacio Briones, sta conducendo i colloqui, iniziati domenica 31 maggio con i deputati di diversi partiti, ad eccezione del Partito comunista, che si è detto contrario qualsiasi accordo. Scartata dall’opposizione la possibilità di chiamare i colloqui “accordo nazionale”, come aveva chiesto Piñera una settimana fa, le aspettative sono ridotte e si lavora a un piano di emergenza da varare entro due settimane.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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