Algeria: confermato il rilascio di due leader del movimento Hirak

Pubblicato il 3 giugno 2020 alle 19:32 in Africa Algeria

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Due figure di spicco del movimento di protesta Hirak, in Algeria, verranno rilasciate su iniziativa del presidente, ha assicurato Sosiane Djilali, leader del partito dellopposizione, Jil Jadid. Karim Tabbou, segretario generale del Fronte delle forze socialiste algerino (FFS), sta scontando una pena di un anno per “attacco all’integrità del territorio nazionale”. Dallaltra parte, Samir Benlarbi si trova in detenzione preventiva dal 7 marzo scorso.

“Il presidente Abdelmadjid Tebboune mi ha assicurato che userà la sua prerogativa costituzionale per garantire che Tabbou e Benlarbi guadagnino nuovamente la libertà”, ha dichiarato Sosiane Djilali, secondo quanto riportato dal quotidiano Al Jazeera. “È un impegno solenne da parte sua”, ha aggiunto il leader di Jil Jadid dopo un incontro con Tebboune.

Nel sistema giudiziario algerino, il presidente ha il diritto di concedere la grazia ai prigionieri. In linea di principio, tale diritto si applica solo a coloro le cui condanne sono definitive, come nel caso di Tabbou. Questultimo è uno dei personaggi più importanti, se non più noti, del movimento Hirak, che ha portato alla caduta, nellaprile 2019, dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, al potere da circa 20 anni. Abdulghani Badi, l’avvocato che rappresenta gli attivisti incarcerati, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che Benlarbi è stato trasferito nella prigione di Kolea, a Sud-Ovest della capitale, Algeri.

Abdennour Toumi, un giornalista algerino con sede a Parigi, ha affermato che Tabbou e il suo gruppo sono considerati “sostenitori della linea dura”, il che spiega perché il governo abbia adottato misure più incisive per affrontarli. Commentando il rilascio atteso, Toumi ha dichiarato che la mossa rappresenta una misura “preventiva” progettata per negare agli Hirak la possibilità di utilizzare la cattura degli attivisti come un richiamo per incitare i cittadini a partecipare alle proteste di massa. “Il messaggio che il presidente sta cercando di inviare al pubblico è quello di un gesto conciliante che rassicuri gli algerini e gli Stati stranieri, in particolare la Francia”, ha detto.

Secondo il Comitato nazionale per il rilascio dei detenuti (CNLD), circa 60 persone sono attualmente detenute con accuse legate al movimento di protesta. In Algeria, il movimento pro-democrazia “Hirak”, che è riuscito ad abbattere il regime dell’ex presidente Bouteflika, è iniziato il 22 febbraio 2019, chiedendo, con mezzi pacifici, l’avvio di riforme politiche strutturali. La situazione è diventata più agitata dopo che Bouteflika ha annunciato che avrebbe cercato di concorrere per un quinto mandato presidenziale consecutivo. A quel punto, le forze di sicurezza hanno cominciato a utilizzare la forza per disperdere i manifestanti, arrestando i leader e gli organizzatori delle proteste. Con il nuovo presidente Abdelmadjid Tebboune, invece, i toni sembravano essere più pacati e la strategia del governo sembrava più tollerante verso i manifestanti. Con lo scoppio dell’epidemia di coronavirus, tuttavia, il movimento è stato costretto a sospendere le sue proteste da metà marzo e il giro di vite contro gli oppositori del regime e contro alcuni media indipendenti sembra essere ripreso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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