Processo di pace: Cuba chiede garanzie alla Colombia

Pubblicato il 2 giugno 2020 alle 6:27 in Colombia Cuba

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Il Ministero degli Affari Esteri di Cuba ha chiesto che il Governo della Colombia definisca la sua posizione nei confronti dei Paesi garanti del processo di pace, e che chiarisca pubblicamente le sue ragioni per sostenere gli Stati Uniti nell’inclusione dell’isola nell’elenco dei paesi che non cooperano con l’antiterrorismo.

“Il governo colombiano ha intrapreso una serie di azioni ostili contro Cuba, comprese dichiarazioni pubbliche, minacce e convocazioni, attraverso la manipolazione, ingrata e motivata politicamente, del nostro indiscutibile contributo alla pace in Colombia” – afferma una dichiarazione pubblicata sul sito web del ministero degli Esteri cubano.

Il documento richiede inoltre che le autorità colombiane rivelino l’applicazione e il rispetto dell’accordo di pace tra il governoe le ex Forze armate rivoluzionarie della Colombia-Esercito popolare (FARC-EP), divenuto partito della Forza alternativa rivoluzionaria del comune (FARC).

A sua volta, la dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri (Minrex) respinge con forza le dichiarazioni rilasciate il 13 maggio dall’Alto Commissario per la Pace del governo della Colombia, Miguel Ceballos, che ha dichiarato pubblicamente che la decisione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di includere l’isola nell’elenco dei paesi che non cooperano nella lotta al terrorismo è stato un “riconoscimento” per il governo della Colombia e la sua “richiesta insistente” che Cuba consegni i membri della delegazione di pace del Guerriglia colombiana dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN).

La nota del ministero degli Esteri cubano specifica che Cuba ha accolto con favore la delegazione del gruppo guerrigliero colombiano ELN nel 2018, nella sua qualità di Paese garante del processo di pace, dopo che l’Ecuador ha abbandonato la sua posizione di ospite dei colloqui.

La permanenza di quella delegazione ELN all’Avana è la principale accusa avanzata da Washington èr includere Cuba nell’elenco dei paesi che non cooperano con le azioni antiterrorismo statunitensi.

“La presenza di rappresentanti ELN nel nostro territorio” – sottolinea la dichiarazione del Minrex, “su cui poggia l’accusa statunitense, non è altro che un pretesto fragile e disonesto, insignificante e facilitato dall’atteggiamento ingrato del governo della Colombia, se si vuole prestare credito alle dichiarazioni del signor Ceballos”.

I negoziati di pace, afferma il documento, sono iniziati a febbraio 2017, a Quito, in Ecuador, con la presenza di Cuba, Brasile, Cile, Venezuela e Norvegia come Paesi garanti del processo di pace. Il dialogo è stato interrotto nel gennaio 2019 dall’attuale Governo colombiano del presidente Iván Duque, dopo l’ attacco alla scuola di cadetti della polizia di Bogotá.

Il ministero degli Esteri cubano aggiunge che anche il governo colombiano ha ignorato il Protocollo di rottura dei negoziati, firmato il 5 aprile 2016, e ha intrapreso azioni politiche e legali contro la delegazione di pace dell’ELN che si trovava in territorio cubano, rompendo gli impegni adottati con i sei Paesi garanti.

Cuba ha ribadito la sua invariabile posizione di sostegno alla pace della Colombia e i suoi sforzi, dalle sue condizioni di Paese garante, nell’attuazione dell’Accordo di pace tra il governo della Colombia e le FARC-EP, nonostante il fatto che le autorità colombiane “non abbiano garantito la protezione di detto accordo né hanno garantito la loro rigorosa conformità allo stesso”.

L’Avana ha denunciato la modifica della posizione storica della Colombia a sostegno della risoluzione che viene approvata ogni anno dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite chiedendo la fine del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba che “provoca danni e sofferenza al popolo cubano”.

La dichiarazione qualifica la decisione della Casa Bianca di includere Cuba nell’elenco dei paesi che non cooperano contro il terrorismo come “misura unilaterale e arbitraria, senza alcun fondamento, autorità o supporto internazionale e che, come noto, serve solo scopi di diffamazione e coercizione contro i paesi che rifiutano di rispettare la volontà del governo degli Stati Uniti nelle sue decisioni sovrane”.

L’Avana ha anche descritto come “terrorismo di stato” le azioni del governo degli Stati Uniti organizzate contro Cuba negli ultimi sei decenni che hanno causato la morte di 3.478 cubani e causato qualche forma di inabilità permanente ad altri 2.009, secondo il Ministero degli Esteri dell’isola.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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