Libia: le parti accettano di riprendere i negoziati

Pubblicato il 2 giugno 2020 alle 20:30 in Africa Libia

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La Missione delle Nazioni Unite in Libia ha reso noto, martedì 2 giugno, che le due fazioni in guerra hanno accettato di riprendere i negoziati per il cessate il fuoco dopo giorni di intensi combattimenti. LONU, in particolare, spera che il nuovo ciclo di colloqui segni l’inizio della calma sul terreno” per consentire al sistema sanitario del Paese di arginare i danni di guerra e far fronte allepidemia di coronavirus.

I delegati dei gruppi rivali, da un lato le forze dellEsercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar, dallaltro le truppe alleate con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, condurranno i colloqui tramite videochiamata ma non è ancora sicuro quando le discussioni riprenderanno. I portavoce delle fazioni militari non hanno immediatamente risposto alle richieste di commento e il destino del processo politico rimane ancora poco chiaro dopo il crollo degli accordi precedenti. Ulteriori dettagli, tuttavia, dovrebbero essere forniti nei prossimi giorni.

Lunedì primo maggio, lLNA di Haftar ha riconquistato la città strategica di Asbi’ah, situata a circa 100 chilometri a Sud della capitale, Tripoli, nelle vicinanze di Gharyan e Tarhuna. Qui, il 21 maggio, le forze del GNA erano riuscite ad entrare, prendendo altresì il controllo dell’area di Jendouba. Una dichiarazione delle forze alleate di Tripoli non ha riconosciuto la sconfitta, ma il portavoce dellEsercito Nazionale Libico, Ahmed al-Mismari, ha affermato che le sue truppe hanno condotto una serie di pesanti attacchi aerei sulla città prima di costringere le forze rivali ad arrendersi. Il controllo di Asbiah offre all’LNA un migliore accesso a Tarhuna, la roccaforte occidentale dellesercito e la principale linea di rifornimento a Sud-Est della capitale.

Il recente successo di Haftar ha rimesso in gioco le sorti della guerra, dopo settimane di conquiste da parte delle milizie di Tripoli, sostenute soprattutto dalla Turchia,che sono riuscite a respingere le forze di Haftar dalla base strategica di al-Watiya e da altre postazioni chiave. Il governo di Tripoli è impegnato, dal 25 marzo, in un’operazione, chiamata “Tempesta di pace”, che, il 18 maggio, gli ha consentito di prendere il controllo di al-Watiya. Si prevede che il prossimo obiettivo delle forze tripoline sarà proprio Tarhuna.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011. Dopo la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese non è mai riuscito a portare a termine una transizione democratica. Il GNA rappresenta l’unico governo legittimo, riconosciuto a livello internazionale, ed è guidato dal capo del Consiglio presidenziale, nonché premier di Tripoli, Fayez al-Serraj. Ankara, Doha e Roma rappresentano i suoi principali sostenitori. L’Esercito Nazionale Libico, con a capo l’uomo forte di Tobruk, il generale Haftar, è appoggiato invece da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per l’LNA. Quest’ultimo ha intensificato le offensive contro il GNA, per la conquista di Tripoli, dal 4 aprile 2019.

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Chiara Gentili

di Redazione

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