Colombia: truppe speciali USA contro i narcos

Pubblicato il 2 giugno 2020 alle 11:21 in Colombia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In piena pandemia di coronavirus, il presidente colombiano Iván Duque rafforza il suo allineamento con la politica antidroga di Donald Trump. L’arrivo di truppe speciali statunitensi in Colombia per “collaborare alla lotta contro il traffico di droga” è espressione di questo orientamento politico, che era già stato osservato nella strategia proibizionista e nell’impegno per il ritorno della nebulizzazione aerea con glifosato nelle piantagioni di foglie di coca.

La notizia, annunciata la scorsa settimana dall’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotá e successivamente approvata dal ministero della Difesa colombiano, ha suscitato polemiche e cinquanta membri del Congresso hanno inviato una lettera al presidente Duque affinché renda nota la portata di quella missione e spieghi perché “truppe straniere sono autorizzate a entrare nel Paese senza autorizzazione da parte del Senato”.

Secondo le informazioni ufficiali, si tratta di una Brigata di assistenza alle forze di sicurezza (SFAB), composta da 45 soldati e collegata al Comando meridionale, che arriva in Colombia “per consigliare e assistere le operazioni nelle nazioni alleate”. Il gruppo di soldati è arrivato lunedì 1 giugno e, per impedire la diffusione del coronavirus, completerà la quarantena obbligatoria nella base militare di Tolemaida, 120 Km a sud di Bogotà. “Le esperienze in Iraq e in Afghanistan insieme alla formazione presso l’accademia hanno gettato le basi per questa missione. Abbiamo trascorso gli ultimi sei mesi a sviluppare informazioni, tempistiche e supporto logistico” – ha dichiarato il tenente colonnello Mike Barrimon, comandante della terza squadra SFAB, che guida la brigata nel paese andino.

L’Ambasciata statunitense a Bogotà ha riferito che la missione sarà un’occasione per dimostrare il “reciproco impegno contro il traffico di droga e il sostegno alla pace regionale, il rispetto della sovranità e la promessa duratura di difendere ideali e valori condivisi”. E che “focalizzerà i suoi sforzi principalmente sulle Zone Futuro”, il nome che il governo di Duque attribuisce ai territori più colpiti dalla diffusione del narcotraffico. L’affermazione della legazione diplomatica ha suscitato dubbi tra i deputati dell’opposizione che mettono in guardia sulla reale portata della brigata e sul ruolo che potrebbe avere in relazione ai tentativi di rovesciare il governo Nicolás Maduro in Venezuela . I politici vicini al governo, compreso il senatore ed ex presidente Álvaro Uribe, hanno affermato che si tratta solo di una missione consultiva contro il traffico di droga.

Dopo mezzo secolo di lotta al traffico di droga, la Colombia rimane il principale produttore mondiale di cocaina – con 169.000 ettari di colture illecite alla fine del 2018 – e gli Stati Uniti detengono il titolo di primo consumatore. Il governo di Juan Manuel Santos (2010-2018) aveva proposto di rivedere il regime antidroga e aveva proposto di affrontare il problema come una questione disalute pubblica, con l’elezione di Duque, tuttavia, Bogotà è tornata alla tradizionale collaborazione con Washington, puntando sull’eradicazione forzata della foglia di coca invece che sulla sostituzione di colture illecite.

In questo contesto, alcune formazioni politiche e sociali ritengono dubbia la presenza in Colombia di soldati statunitensi. Il senatore del partito Polo Democrático, Iván Cepeda, afferma di vedere tre scenari di allarme “supponendo che ciò sia realmente contro il traffico di droga”. La prima è che “queste truppe non combatteranno i cartelli della droga, ma essenzialmente i contadini e i coltivatori di coca, con il rischio che le truppe straniere finiscano per subire atti di violenza contro i contadini”. Inoltre, la posizione di questi soldati nelle Zone Futuro rappresenta “un attacco diretto al processo di pace”, in quanto !zone in cui dovrebbe essere attuato l’accordo di pace si trasformano nel teatro operativo di un conflitto armato”. In terzo luogo, “abbiamo assistito a una serie di eventi in cui è evidente che esiste un piano di intervento in Venezuela”. Cepeda si riferisce all’operazione Gideon e al tentativo di rovesciare Nicolás Maduro. La presenza di personale militare in riserva, politici e appaltatori privati di servizi militari che hanno cospirato contro il governo venezuelano dalla Colombia, hanno peggiorato le già pessime relazioni tra Bogotà e Caracas negli ultimi mesi.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.