Uganda: due parlamentari arrestati per proteste illegali

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 20:37 in Africa Uganda

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La polizia ugandese ha arrestato due legislatori con laccusa di aver mobilitato le proteste contro la riapertura dei confini nel mezzo di una nuova impennata dei casi di coronavirus. I manifestanti, in particolare, hanno chiesto la chiusura delle città al confine con il Sud Sudan, affermando che i nuovi contagi sono causati dai trasportatori che attraversano il confine di Elegu.

I due parlamentari arrestati sono Gilbert Olanya e Samuel Odonga Otto, della contea di Kilak. Sono stati prelevati dalla polizia vicino a Cerellenu, un sobborgo della città di Gulu. Un portavoce delle forze di sicurezza ha dichiarato che i politici sono stati arrestati perché non hanno richiesto il permesso per manifestare.

“Useremo tutti i mezzi che abbiamo, inclusa la forza, per non lasciare spazio a manifestazioni così insignificanti che infrangono il protocollo di distanza sociale rischiando potenzialmente di causare più infezioni”, ha riferito un ufficiale dell’esercito ugandese allagenzia di stampa turca Anadolu.

Da parte loro, i manifestanti continuano a esprimere l’urgente necessità di chiudere i confini. “Il nostro interesse è che il governo chiuda la frontiera di Elegu e blocchi l’intera città per due settimane al fine di controllare le infezioni attualmente derivanti da lì che si diffondono in tutta la regione di Acholi”, ha dichiarato Tony Oboma, uno dei manifestanti. “Potrebbero esserci casi di virus nellarea poiché i camionisti hanno interagito liberamente con la comunità”, ha aggiunto un altro manifestante, Gilbert Olanya.

Finora, in Uganda sono stati segnalati circa 450 casi di COVID-19 e nessun decesso. Il 18 maggio, la polizia ugandese ha arrestato unaltra attivista, Stella Nyanzi, per presunto incitamento alla violenza, mentre guidava un piccolo gruppo di manifestanti che protestavano contro le mancanze del governo nei confronti dei cittadini più vulnerabili, colpiti dalle restrizioni dovute al coronavirus. La donna è stata arrestata insieme ad alcuni attivisti, durante la marcia verso l’ufficio del primo ministro, Ruhakana Rugunda nella capitale, Kampala. Con una petizione, Nyanzi e altri suoi colleghi hanno sollecitato il governo a rivedere le misure anti-coronavirus, che hanno portato “benefici” alle famiglie più ricche e “creato uno stato di apartheid e provocato sofferenze evitabili a molti ugandesi in condizioni vulnerabili, in particolare donne e persone a basso reddito”. Attraverso la petizione, gli attivisti hanno anche chiesto di procedere con la distribuzione di cibo per i più bisognosi e con la fornitura gratuita di mascherine per tutti, nonché con il rilascio dei prigionieri politici e di coloro che sono stati incarcerati per aver violato le misure volte a contenere la diffusione del COVID-19.Il portavoce della polizia, Patrick Onyango, ha specificato che Nyanzi è stata arrestata “per incitamento alla violenza”. “Sta sfruttando la situazione del coronavirus per far avanzare le sue motivazioni politiche”, ha riferito l’uomo all’agenzia di stampa Reuters.

L’Uganda ha attuato uno dei blocchi più severi del continente africano. Questo comprende il coprifuoco dal tramonto all’alba, la chiusura di tutte le attività commerciali e delle scuole, il divieto di incontri pubblici e di utilizzo dei mezzi di trasporto ad eccezione del personale medico e di chi si sposta per motivi di necessità e urgenza. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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