Turchia: due operazioni separate contro il “terrorismo”

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 18:21 in Medio Oriente Turchia

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Le forze di sicurezza turche hanno neutralizzato 3 “terroristi” nella provincia orientale turca di Tunceli e altri 2 militanti curdi nel Nord della Siria, in due operazioni separate portate avanti il 31 maggio e l’1 giugno. 

I cosiddetti “terroristi”, presi di mira sul territorio turco, sono stati assaliti dalle forze di gendarmeria di Ankara in un’operazione a supporto aereo nella campagna di Ovacik. Secondo i servizio di sicurezza turchi, il fine-settimana del 30 e 31 maggio è stato “un incubo per il terrorismo”. Durante queste 48 ore, 14 “terroristi” sono stati neutralizzati in tutto il Paese. Tuttavia, non è stato specificato a quale organizzazione terroristica si fa riferimento. 

Anche nella vicina Siria, le forze armate turche hanno neutralizzato “almeno due terroristi” curdi, vicino al confine meridionale della Turchia, secondo quanto ha riferito l’1 giugno il Ministero della Difesa di Ankara. “Il tentativo dei terroristi dell’YPG/PKK di infiltrarsi nella zona dell’operazione ‘Fonte di Pace’ è stato nuovamente impedito”, ha reso noto il Ministero. Le autorità turche usano spesso il termine “neutralizzare” per indicare che i militanti in questione si sono arresi o sono stati uccisi o catturati.

Durante il 2020, le forze di sicurezza turche hanno “neutralizzato” un totale di 1.458 terroristi in operazioni trans-frontaliere, secondo quanto ha riferito il ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar. “A partire dal primo gennaio 2020, un totale di 1.458 terroristi sono stati neutralizzati a seguito delle operazioni condotte nell’ambito della lotta al terrorismo nell’Iraq settentrionale e in Siria”, ha dichiarato il ministro durante un discorso tenuto il 25 maggio, nella provincia centrale di Kayseri. Secondo il rappresentante del governo di Ankara, le forze armate turche continueranno risolutamente a combattere fino a quando “l’ultimo terrorista non sarà neutralizzato”. 

Sottolineando che la Turchia compie ogni sforzo per continuare a trovare una soluzione politica in Siria, Akar ha affermato: “Sebbene ci siano alcune violazioni minori , il cessate il fuoco è generalmente osservato”. Tali dichiarazioni fanno riferimento alla situazione nella città siriana Nord-occidentale di Idlib. Dal 2016, la Turchia ha lanciato 3 operazioni nel Nord della Siria per prevenire la formazione di un “corridoio terroristico” e consentire il ritorno dei profughi. La prima è nota come “Scudo dell’Eufrate”, la seconda è l’operazione “Ramo di Ulivo”e l’ultima è nota come “Fonte di Pace”. Tuttavia, nelle sue operazioni sul campo, la Turchia prende di mira anche i membri del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, sia nell’Iraq settentrionale sia in Siria. Per Ankara, il gruppo è un’organizzazione terroristica, responsabile della morte di decine di migliaia di persone in Turchia negli ultimi decenni. 

Sul territorio siriano, mezzi militari turchi e russi hanno eseguito la tredicesima pattuglia congiunta nella provincia di Idlib, il 28 maggio. Questa rientra nello sforzo di cessare tutte le azioni militari nell’area di de-escalation concordata il 5 marzo da Turchia e Russia nel quadro del perdurante conflitto siriano, scoppiato il 5 marzo 2011. In tale contesto, l’esercito di Damasco è coadiuvato da Mosca, mentre sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. Putin ed Erdogan si sono detti concordi nel creare un corridoio umanitario da porsi lungo una delle principali autostrade che percorrono la provincia di Idlib, da Est a Ovest, e nell’organizzare pattuglie congiunte. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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