Messico: spesa sanitaria insufficiente per affrontare il coronavirus

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 6:02 in America Latina Messico

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La spesa pubblica per la salute in Messico nel 2020 è del 2,6% in proporzione al PIL, insufficiente ad affrontare la pandemia di COVID-19. Inoltre quella messicana è la spesa sanitaria più bassa nell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), di cui il Messico è membro e la cui media è del 6,5%, secondo uno studio presentato dall’organizzazione México Evalúa.

“Nel 2019, le spese osservate in percentuale del PIL sono rimaste del 2,4% all’anno registrate dal 2017 e nel 2020 la percentuale stimata nella legge di bilancio è aumentata leggermente” – ha affermato Mariana Campos, coordinatrice del Programma di Spesa pubblica del centro studi civico in occasione della presentazione del rapporto.

Tuttavia, con l’aggiornamento al ribasso della crescita del PIL quest’anno, dovuto alla riduzione dell’attività economica di fronte alla pandemia, “si calcola che la spesa sanitaria per quest’anno si attesti attorno al 2,6%” – spiega ancora Campos, che aggiunge: “La spesa sanitaria in percentuale del PIL si è evoluta più lentamente di molte altre voci di bilancio: nel 1999, la spesa sanitaria rappresentava l’1,9% del PIL e un aumento di anno in anno per raggiungere il 2,7% del PIL nel 2009”. Dopo aver raggiunto il massimo storico nel 2012 (2,9%), la spesa sanitaria “ha iniziato a costituire una quota sempre più piccola dell’economia”.

In effetti, nel 2017 e nel 2018 la spesa sanitaria in percentuale del PIL “è diminuita per rappresentare il 2,4% del PIL, una percentuale molto simile a quella osservata tra il 2005 e il 2008” – spiega il rapporto.

L’aumento di quest’anno, dal 2,4 al 2,6% del prodotto nazionale lordo, “non implica un budget sanitario più ampio, anche quando la pandemia COVID-19 mette sotto pressione il sistema sanitario, ma in realtà è il risultato di una crescita economica più lenta prevista per il 2020”.

Nel periodo 2017-2019, che copre già il primo anno del governo del presidente Andrés Manuel López Obrador, si è verificato un “declino della spesa sanitaria, non vi è stata alcun aumento in bilancio, il tasso medio di riduzione è dello 0,8%”.

I tagli alla spesa sanitaria “sono frequenti” nel Paese – denuncia ancora il rapporto – il che “impedisce il recupero della tendenza crescente di quasi due decenni”.

Nel 2019, il budget approvato è aumentato del 2% rispetto all’anno precedente: 12 miliardi di pesos (circa 500 milioni di euro). Il problema sorge quando, di quel bilancio approvato dal Congresso, “il 2,8% (18 miliardi di pesos in meno, circa 750 milioni di euro) del budget approvato non è stato speso, il discostamento più grande dal 1999”. Allo stesso modo, la spesa nel settore sanitario è diminuita dell’1%, ovvero 6 miliardi di pesos in meno rispetto al 2018. 

Anche rispetto alla spesa pro capite in dollari, il Messico è in ritardo: spende cinque volte meno della media OCSE che riunisce le maggiori economie del mondo. Quando si confronta il Messico con gli altri due membri latinoamericani dell’OCSE, risulta che sia il Cile sia la Colombia hanno una spesa pubblica pro capite più elevata per la salute. Se volesse raggiungere la spesa pro capite del Cile, la più elevata tra i tre paesi latinoamericani, il Messico dovrebbe aumentare la spesa pro capite di 686 dollari, il che equivarrebbe a un aumento assoluto della spesa di 86,5 miliardi di dollari.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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