Libia: l’esercito di Haftar ritorna ad Asbi’ah

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 17:42 in Africa Libia

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Il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Ahmed al-Mismari, ha affermato che le proprie forze sono riuscite a prendere il controllo dell’area di Asbi’ah.

Si tratta di una città situata a circa 100 km a Sud-Ovest di Tripoli, nelle vicinanze di Gharyan e Tarhuna, dove, il 21 maggio, le forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), erano riuscite ad entrare, prendendo altresì il controllo dell’area di Jendouba. Nei giorni successivi, il Ministero dell’Interno di Tripoli ha attuato un piano di sicurezza e ha stabilito stazioni di polizia. Tuttavia, stando alle parole di al-Mismari, le forze dell’LNA, guidate dal generale Khalifa Haftar, nella mattina del primo giugno, hanno condotto una serie di attacchi aerei che hanno loro consentito di riconquistare la città. Il quotidiano al-Arabiya ha poi aggiunto che il medesimo luogo è stato successivamente colpito da droni turchi, provocando danni ai veicoli e agli armamenti dell’esercito di Haftar.

Tale episodio è da collocarsi in un clima di tensione che caratterizza sia i fronti di combattimento nel Sud della capitale Tripoli sia i restanti territori libici. L’esercito del GNA, dal 25 marzo, è impegnato in un’operazione, chiamata “Tempesta di pace”, che, il 18 maggio, gli ha consentito di occupare la base strategica di al-Watiya, nell’Ovest della Libia, dopo aver conquistato altre 8 località sulla costa occidentale. Si prevede che il prossimo obiettivo delle forze tripoline sarà Tarhuna, altra roccaforte posta sotto il controllo dell’LNA.

A sostenere il governo di Tripoli vi è la Turchia. A tal proposito, è del primo giugno la notizia dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), secondo cui il numero di combattenti siriani, addestrati da Ankara e giunti presso i fronti di combattimento libici, ha raggiunto quota 11.600. In particolare, l’ultimo gruppo comprendeva 400 mercenari, mentre altri 2500 sono ancora in fase di addestramento presso gli accampamenti turchi. Tra i nuovi arrivati vi sarebbe altresì un ex ufficiale di sicurezza dell’ISIS, proveniente dalla periferia orientale di Homs. I dati raccolti dal SOHR indicano, inoltre, che, nel corso delle battaglie in Libia, sono circa 351 i combattenti siriani morti. Di questi, 20 erano minori di età inferiore a 18 anni. In tale quadro, un corrispondente di al-Arabiya a Roma ha riferito che un Osservatorio militare italiano ha dichiarato di aver monitorato almeno 11 voli militari turchi tra Istanbul e Misurata negli ultimi nove giorni, due dei quali sono giunti a Misurata il 29 maggio scorso.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011 e, anche dopo la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese non è mai riuscito a portare a termine una transizione democratica. Il GNA rappresenta l’unico governo legittimo, riconosciuto a livello internazionale, ed è guidato dal capo del Consiglio presidenziale, nonché premier, Fayez al-Serraj. Ankara, Doha e Roma rappresentano i suoi principali sostenitori. L’Esercito Nazionale Libico, con a capo l’uomo forte di Tobruk, il generale Haftar, è appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per l’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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