La Germania intende mediare tra Stati Uniti e Cina

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 10:52 in Cina Germania

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Affari Esteri della Germania, Heiko Maas, ha dichiarato che il proprio Paese non intende accettare che le tensioni commerciali in atto tra Stati Uniti e Cina diventino irrisolvibili. Per tale ragione, ha annunciato il ministro di Berlinonel corso del suo mandato di presidenza dell’UE, il quale avrà inizio il prossimo 1° luglio, la Germania intende mediare per risolvere le tensioni tra Washington e Pechino. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato, lunedì 1° giugno, dal Deutsche WelleMaas, nel corso di una intervista con media locali tedeschi, ha dichiarato di ritenere che il mondo non possa essere diviso in due sfere d’interesse. In aggiunta, secondo il ministro tedesco l’Europa non ha alcun interesse nel protrarsi delle tensioni tra Washington e Pechino.  

In tale cornice, Maas ha annunciato che la Germania si farà carico degli argomenti di tensione tra i due Paesi e cercherà di mediare tra Stati Uniti e Cina, anche in vista del prossimo summit tra Unione Europea e Pechino, in programma per il prossimo settembre.  

In particolare, in tale occasione, ha dichiarato Maas, vi saranno molti argomenti interessanti di cui discutere con Pechino, inclusa anche la richiesta che la Germania vuole avanzare alla Cina per coinvolgerla nel raggiungimento degli obiettivi in materia di clima ed equa competizione globale. 

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”. 

Lo scorso 15 gennaio, il vicepremier cinese, Liu He, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno firmato, alla Casa Bianca, un accordo economico e commerciale “di fase 1”, considerato il primo passo concreto verso la fine della guerra dei dazi tra Cina e USA. L’accordo rappresenta una svolta significativa nella politica commerciale statunitense, nonché un’intesa di libero scambio diversa da quella che gli Stati Uniti hanno generalmente sostenuto. Invece di abbassare le tariffe per consentire al flusso di beni e servizi di soddisfare la domanda del mercato, questo accordo lascia i dazi ad un livello record e costringe la Cina ad acquistare 200 miliardi di dollari di prodotti specifici entro due anni. 

Ciò nonostante, continuano le tensioni tra i due Paesi e, lo scorso 14 maggio, Trump aveva rivelato di essere pronto a tagliare i legami con Pechino. In particolare, il capo della Casa Bianca aveva dichiarato di essere molto deluso dalla Cina, accusata di non essere riuscita a contenere l’epidemia di coronavirus. In aggiunta, Trump aveva sottolineato che le nuove tensioni con Pechino stanno danneggiando l’accordo commerciale firmato il 15 gennaio scorso, che in precedenza era stato accolto da entrambe le parti come un risultato importante. 

Per quanto riguarda invece la Germania, la sua apertura a Pechino era stata ribadita in occasione della visita di Merkel in Cina, avvenuta lo scorso 6 settembre. In tale occasione, la cancelliera aveva rivelato all’omologo cinese che Berlino era pronta e disponibile a ricevere investimenti cinesi, sebbene gli investimenti in settori strategici e infrastrutture critiche debbano essere soggetti a controlli di sicurezza da parte delle autorità tedesche. In aggiunta, nel corso di un discorso al Parlamento tedesco, lo scorso 27 novembre, Merkel aveva dichiarato di ritenere necessaria l’adozione da parte dell’Europa di un approccio comune nei confronti della Cina. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale      

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.