Cipro-Turchia: l’UE non dialogherà con Ankara finché continuerà a trivellare

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 15:37 in Europa Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha dichiarato che Bruxelles non avvierà alcun dialogo con la Turchia finché Ankara continuerà a trivellare a largo delle coste di Cipro. 

Nello specifico, secondo quanto riportato dal Cyprus Mail, lunedì 1° giugno, le dichiarazioni di Borrell sono state rilasciate a un gruppo di media europei, ai quali il capo della Politica Estera dell’UE ha chiarito che gli Stati Membri non intendono sedersi a un tavolo di dialogo con la Turchia in materia di immigrazione fino a quando Ankara porterà avanti i propri programmi di trivellazione nella Zona Economica Esclusiva cipriota.  

Ciò, ha specificato Borrell, deriva dal fatto che le relazioni tra Unione Europea e Turchia non possono riguardare solo il tema dell’immigrazione. Al contrario, ha specificato l’Alto rappresentante, perché si sviluppino relazioni sane e positive, devono essere affrontati numerosi altri temi, come l’ipotesi dell’allargamento, il regime di regolazione dei visti, la politica energetica e le tensioni geopolitiche sulla Libia. In tale contesto, Borrell ha dichiarato che le relazioni con la Turchia saranno al centro del prossimo Consiglio dei ministri degli Affari Esteri dell’UE, dato che rappresenta il tema più importante dell’agenda estera dell’Unione. 

Le relazioni tra Ankara e Nicosia sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni della Turchia, ritenute illecite da Nicosia e dalla comunità internazionale, in merito ai suoi diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, Ankara ha avviato le proprie attività di trivellazione. Secondo i vertici turchi, tali attività giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti.  

Nella notte tra il 19 e il 20 aprile scorso, Ankara aveva rilasciato un nuovo avviso di navigazione, annunciando che una sua nave da trivellazione, la Yavuz, si sarebbe stazionata nell’area compresa tra il blocco 6 e il 7 della Zona Economica Esclusiva cipriota dal 20 aprile al 18 luglio. La nuova spedizione della nave turca è la sesta dal 3 maggio 2019, data di avvio del programma di esplorazione mineraria nelle acque cipriote da parte della Turchia. In aggiunta, l’area attualmente riservata alla Yavuz era stata concessa in licenza a un consorzio franco-italiano che avrebbe dovuto condurre attività di esplorazione energetica per conto del governo di Nicosia. 

Da parte sua, Cipro ha ribadito più volte di ritenere che la Turchia si stia comportando come “il pirata del Mediterraneo orientale, calpestando e violando i principi del diritto internazionale e interferendo con i diritti sovrani di Stati terzi, Cipro inclusa”.     

Dall’altra parte, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, aveva ricordato di aver avvertito in passato i greco-ciprioti di non decidere unilateralmente sui diritti minerari del Mediterraneo orientale senza aver prima raggiunto un accordo con la controparte turco-cipriota. Tuttavia, secondo il ministro degli Esteri turco, tale avvertimento è stato ignorato e, in difesa dei turco-ciprioti, Ankara ha avviato il proprio programma di trivellazione. 

Tuttavia, lo scorso 24 maggio, Cavusoglu aveva sottolineato che oltre a difendere i diritti della TRNC, Ankara deve pensare anche alla tutela dei propri interessi. Da ciò deriva, aveva sottolineato il ministro, che se la TRNC raggiunge un compromesso con i greco-ciprioti che tutela i diritti dei turco-ciprioti in cambio della sospensione delle attività di trivellazione della Turchia, Ankara rivaluterebbe la licenza ottenuta dalla TRNC, ma continuerebbe a trivellare a Sud-ovest di Cipro. Tale atteggiamento, aveva dichiarato il ministro della Turchia, è in linea con la strategia di dominio di Ankara, la quale non intende negoziare i propri diritti di sovranità con nessun altro. 

Precedentemente, in risposta alle critiche avanzate dall’UE in occasione del Consiglio europeo del 23 aprile scorso, quando Bruxelles aveva criticato le nuove “attività illecite di trivellazione condotte dalla Turchia nella Zona Economica Esclusiva cipriota”, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Turchia, Hami Aksoyaveva dichiarato che con tale approccio, l’UE non potrà sperare di raggiungere alcun risultato. Al contrario, aveva specificato il ministro, la Turchia si aspetta che l’UE incoraggi la Grecia e Cipro ad avviare un processo di dialogo con la Turchia e la Repubblica Turca di Cipro Nord (TRNC).  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale      

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.