Afghanistan: il governo continuerà con il rilascio dei talebani

Pubblicato il 1 giugno 2020 alle 16:28 in Afghanistan Asia

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Il governo afghano proseguirà con il rilascio dei prigionieri talebani, al fine di facilitare i negoziati intra-afgani, nonostante i nuovi attacchi da parte dei talebani dopo la tregua per la festività dell’Eid. 

Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, il 24 maggio, ha dichiarato che il governo si è impegnato a rilasciare 2.000 prigionieri talebani come gesto di buona volontà in risposta al cessate il fuoco della festività dell’Eid, annunciato dai talebani il 23 maggio. Il governo ha rilasciato 1.700 detenuti nel mese di maggio, portando il numero totale a 2.700. I militanti, da parte loro, hanno liberato oltre 420 prigionieri, 73 dei quali negli ultimi 7 giorni dalle province di Balkh, Logar, Kunduz, Paktia, Paktika e Khost.

Il palazzo presidenziale afferma che il governo afghano è pronto per i negoziati intra-afgani. “Siamo pienamente pronti per il processo”, ha dichiarato il portavoce del governo, Sediq Sediqqi “Il team di negoziazione è pronto e l’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale è stato istituito e siamo pronti per iniziare i negoziati”, ha aggiunto. Gli attivisti per i diritti umani hanno chiesto che il rilascio dei prigionieri sia effettuato in modo responsabile. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale, ha affermato che spera che i negoziati intra-afghani inizieranno nella prossima settimana e ha ribadito che la squadra di negoziazione e il governo afghano sono pronti per il processo.

In tale contesto, è necessario ricordare che uno scenario di instabilità caratterizza l’Afghanistan da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. 

Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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