Somalia: uccisi almeno 10 civili in un’esplosione

Pubblicato il 31 maggio 2020 alle 12:54 in Africa Somalia

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Un attacco bomba ha ucciso almeno 10 persone nel villaggio di Hawa Abdi, collocato 19 km a Nord-Ovest di Mogadiscio, il 31 maggio. Le vittime viaggiavano a bordo di un minibus che ha urtato un ordigno,collocato lungo una strada che porta alla capitale somala e che è spesso percorsa da mezzi del governo e delle forze di sicurezza. I passeggeri erano per lo più membri della stessa famiglia e si stavano dirigendo verso una città vicina per partecipare ad un funerale. Stando a quanto dichiarato dalla polizia locale a Reuters, il conto delle vittime potrebbe salire, mentre i feriti si trovano presso l’ospedale di Madina. Tuttavia, l’attacco non è stato ancora rivendicato da nessun gruppo terroristico.

L’ultimo episodio di instabilità nei pressi della capitale somala risale al 27 maggio scorso. In tale data, un gruppo di uomini mascherati e armati hanno rapito 7 operatori sanitari e un civile, in un centro sanitario gestito dalla Fondazione Zamzam, nel villaggio di Galooley, a Nord di Mogadiscio, per poi ucciderli. Il giorno seguente, l’istituto ha ricevuto i cadaveri delle vittime ma, anche in quel caso, l’attacco non è stato rivendicato. Tuttavia, entrambi gli episodi sono avvenuti a pochi giorni di distanza da violenti scontri tra le forze di sicurezza e i ribelli del gruppo terroristico Al-Shabaab.

Dal 1991, in seguito alla caduta del dittatore Siad Barre, i vari gruppi che contribuirono alla sua deposizione non riuscirono a trovare un accordo, facendo cadere il Paese in una situazione di instabilità che si è protratta fino al 2012, quando è stato formato un governo di unità nazionale. Tale quadro è stato notevolmente aggravato dal 2006, quando è stata fondata nel Paese Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”,  un’organizzazione politico-militare affiliata ad al-Qaeda. Il gruppo ha come obiettivo quello di ribaltare il governo di Mogadiscio per imporre la propria interpretazione della legge islamica. Per tale ragione, i suoi militanti conducono regolarmente attentati contro la capitale somala, dalla quale sono stati cacciati nel 2011. Nel 2012, dopo circa 12 anni di tentativi, è stato istituito un  governo di unità nazionale, a seguito del primo giuramento del parlamento dopo 20 anni e delle prime elezioni dal 1967.

Per combattere Al-Shabaab sono operativi in Somalia 20.000 uomini dell’operazione di peacekeeping dell’Unione Africana, African Union Mission to Somalia (AMISOM). Inoltre, gli Stati Uniti sono tra i Paesi che combattono il gruppo islamico nel Paese del Corno d’Africa con ripetuti attacchi aerei che hanno come bersaglio i jihadisti. Dopo il loro ritiro nel 1994, le truppe americane sono state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007.

Nel Country Report on Terrorism 2018, rilasciato dal governo degli Stati Uniti, la Somalia è indicata tra i luoghi ancora sicuri per il terrorismo in Africa e anche la regione del Lago Ciad e la zona trans-sahariana sono considerate tali. Stando alla relazione, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati in diverse aree del Paese agendo indisturbati, a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di provvedere ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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