Tunisia: proteste di massa contro la crisi economica e la disoccupazione

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 18:50 in Africa Tunisia

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Centinaia di tunisini hanno protestato, giovedì 28 maggio, in almeno sette città del Paese, per denunciare gli alti livelli disoccupazione, soprattutto tra i giovani, aumentando la pressione su un governo che sta affrontando la peggiore crisi economica in oltre 60 anni. Nella città meridionale di Gafsa, alcuni testimoni hanno riferito che centinaia di laureati si sono radunati davanti al quartier generale dellomonimo governatorato, urlando slogan come vogliamo il lavoro”. Altre centinaia di giovani hanno protestato ad Hajeb El Ayoun e a Sidi Bouzid. Piccole proteste di disoccupati sono poi scoppiate nelle città di Beja, Kasserine, Tozeur e Safax, secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa statale TAP.

Ancor prima che l’epidemia colpisse il settore turistico della Tunisia, che rappresenta quasi il 10% del prodotto interno lordo, i governi che si sono susseguiti in seguito alle rivolte del 2011 non sono mai riusciti a risolvere i problemi dell’inflazione e della disoccupazione, che generano malcontento soprattutto tra i giovani. Il tasso di disoccupazione ufficiale è del 15,3%, ma in alcune aree si raggiungono picchi del 30%. In più, i livelli attuali sono inevitabilmente destinati ad aumentare visti gli effetti dellepidemia anche negli altri Paesi.

Lagenzia di stampa Reuters ha specificato che nel governatorato di Gafsa, diversi manifestanti hanno concentrato le loro proteste sulla questione dei fosfati e delle miniere, tra le principali risorse della regione. I cittadini hanno chiesto a gran voce che il profitto delle estrazioni venga in parte usato per gli investimenti nella zona, considerata molto povera. I sit-in si sono svolti presso la sede del Gafsa Phosphate (CPG), unico produttore del Paese. Il fosfato rappresenta una fonte chiave di valuta estera per tutta la Tunisia.

A partire dal 4 maggio, il Paese ha iniziato ad allentare le restrizioni alla circolazione e alle imprese, imposte per frenare la diffusione del coronavirus, consentendo al 75% dei dipendenti pubblici di tornare al lavoro. Ciononostante, le autorità prevedono che l’economia si ridurrà del 4,3% quest’anno, la contrazione più ripida in oltre 60 anni. Finora, la Tunisia ha registrato 1.068 casi ufficiali di coronavirus, inclusi 48 morti.

Il primo ministro tunisino Elyes Fakhfakh ha annunciato che, per quest’anno, il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita dal 2,7% all’1%. Come parte del suo budget fiscale annuale, la Tunisia avrà bisogno di circa 3.6 miliardi di dollari di fondi, di natura interna o esterna. Oltre alla disoccupazione, nel Paese anche l’inflazione è elevata e i governi hanno lottato a lungo per frenare i deficit fiscali e controllare il debito pubblico. Gli analisti avvertono che la crisi globale dovuta al coronavirus colpirà soprattutto il settore del turismo, una fonte chiave di valuta estera, con circa 9 milioni di turisti che hanno visitato il Paese lo scorso anno. Contemporaneamente, il settore agricolo sta lottando contro una grave carenza di pioggia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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