Tensioni Russia-Germania: Berlino convoca ambasciatore russo

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 10:29 in Germania Russia

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Le tensioni tra Germania e Russia sono in crescita, come dimostrato dall’annuncio di Berlino sull’intenzione di far approvare in seno all’UE nuove sanzioni contro Mosca, colpevole di aver compiuto un attacco cibernetico ai danni del Parlamento tedesco. 

L’ultima mossa di Berlino, secondo quanto riferito dal Deutsche Welle, è stata la convocazione dell’ambasciatore russo, Sergey Nechayev, presso il Ministero degli Esteri tedesco, i cui funzionari hanno rivelato a Nechayev che un cittadino russo, Dmitry Badin, aveva partecipato all’attacco informatico contro il Parlamento tedesco. All’epoca dei fatti, nel 2015, Badin prestava servizio presso l’agenzia di intelligence militare della Russia, la GRU. 

Secondo quanto rivelato in un comunicato stampa rilasciato al termine dell’incontro, l’ambasciatore russo è stato informato del mandato di arresto nei confronti di Badin, emesso dall’autorità giudiziaria tedesca lo scorso 5 maggio. In aggiunta, a Nechayev è stata riferita l’intenzione della Germania di promuovere l’adozione da parte dell’UE di nuove sanzioni contro i responsabili dell’attacco, Badin incluso.  

Secondo quanto ricostruito dal New York Times, l’attacco alla Camera bassa della Germania, il Bundestag, era avvenuto nel maggio del 2015 e aveva prelevato circa 16 GB di dati, paralizzando l’intera rete del Parlamento per giorni interi. Per risalire al responsabile, l’intelligence tedesca ha impiegato cinque anni, arrivando a presentare solo nei giorni scorsi un report finale alla Cancelliera, nel quale, secondo alcuni funzionari, l’attacco viene ricondotto allo stesso gruppo di hacker russi che attaccò il partito democratico nel corso della campagna elettorale per le presidenziali statunitensi del 2016. A tale riguardo, nel 2018 l’FBI aveva rilasciato un mandato di arresto per un membro del gruppo, conosciuto come APT 28 o Fancy Bear e ritenuto connesso al GRU, Dmitriy Sergeyevich Badin29 anni, che, secondo l’inteligence tedesca, lavora per un dipartimento della GRU noto come Center 85.  

Le prove in merito al coinvolgimento della Russia nell’attacco al Parlamento del 2015 alimentano le preoccupazioni sull’incremento delle attività di Mosca all’interno del territorio tedesco, già emerse quando, lo scorso 5 dicembre, Berlino aveva espulso due diplomatici russi per via del sospetto coinvolgimento dei servizi segreti della Russia in un omicidio avvenuto nella capitale tedesca. In tale clima, si va riducendo la possibilità che Berlino resetti le relazioni con Mosca  

La cancelliera tedesca, in aggiunta, è stata una dei leader dalle posizioni più rigide in Europa in merito alla Russia, per la quale chiede il mantenimento delle sanzioni economiche imposte all’indomani del conflitto ucraino del 2014. Tuttavia, la stessa Merkel ha anche mostrato di voler tentare una strategia di apertura nei confronti di Mosca, con cui la Germania ha numerosi rapporti economici, non solo nel settore energetico, e con cui molti politici tedeschi ritengono sia necessario incrementare le relazioni, così che la Russia possa essere il primo partner commerciale della Germania.   

Merkel, in aggiunta, necessita buoni rapporti con la Russia anche in virtù del dialogo sui teatri operativi all’estero, come in Siria, in Libia, in Ucraina. In linea con ciò, mentre la cancelliera, in una audizione al Parlamento, dichiarava di aver ottenuto prove in merito al coinvolgimento dell’intelligence militare della Russia, la GRU, nell’attacco al Parlamento, il principale inviato russo in materia di Ucraina, Dmitry Kozak, atterrava a Berlino, nonostante la chiusura delle frontiere, per un incontro sul teatro ucraino, il che evidenza la complessità dei rapporti tra Mosca e Berlino.  

A tale riguardo, Merkel aveva dichiarato, nel corso della sua interrogazione parlamentare del 13 maggio, che se da un lato cerca quotidianamente di migliorare le relazioni con la Russia, dall’altro le prove in suo possesso circa le attività di Mosca dimostrano l’esistenza di un clima di tensione che, nonostante i tentativi volti a resettare le relazioni con la Russia, la cancelliera non può “cancellare completamente”.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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