Tensioni Grecia-Turchia: Atene vuole il dialogo ma resta in allerta

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 12:27 in Grecia Turchia

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L’intenzione della Grecia di mantenere aperti i canali di comunicazione con la Turchia rimanendo al tempo stesso in allerta per eventuali minacce alla propria sicurezza nazionale è stato il tema al centro del vertice trilaterale tra il premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, il ministro degli Esteri, Nikos Dendias, e il ministro della Difesa, Nikos Panagiotopoulos. 

Secondo quanto rivelato, giovedì 28 maggio, dal quotidiano ellenico, Ekathimerini, il vertice, che si era tenuto il giorno precedente, è giunto alla luce delle recenti dispute tra Grecia e Turchia sulla regione frontaliera nei pressi del fiume Evros dove, secondo fonti governative, si è verificata una de-escalation delle tensioni seppur in mancanza di effettivi progressi in materia di relazioni bilaterali. 

In particolare, rende noto il quotidiano, la regione di Evros ha registrato un numero minore, rispetto alle settimane precedenti, di violazioni dello spazio aereo ellenico da parte dei velivoli della Turchia, da dove, inoltre, sono giunti meno migranti. Ciò nonostante, nella giornata di mercoledì, il ministro dell’Interno di Atene, Michalis Chrysochoidis, aveva ribadito l’intenzione del governo greco di portare avanti i propri piani per l’estensione di una recinzione al confine con la Turchia, al fine di prevenire nuove ondate migratorie 

In linea con tale obiettivo, lo scorso 27 maggio, il portavoce della polizia ellenica, Thodoros Chronopoulosaveva annunciato l’invio di 400 unità nella regione di EvrosA tale riguardo, la Turchia aveva dichiarato di ritenere necessario l’avvio di consultazioni sulle misure greche lungo il confine, mentre Atene aveva ribadito di non essere obbligata a consultare la Turchia in merito alle infrastrutture sul suo lato del confine. 

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inseriscono i sorvoli non autorizzati dei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia e la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. In tale clima, il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, aveva accusato la Turchia di violare i diritti sovrani della Grecia, mentre Ankara accusa Atene di non rispettare la clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco. Nonostante quanto sancito dal trattato, secondo la Turchia, Atene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”.         

In aggiunta, le relazioni risultano ulteriormente compromesse da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non avrebbe più trattenuto i migranti all’interno del proprio territorio, come invece sancito da un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, con cui Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Secondo la Grecia, si è trattato di un “attacco pianificato contro la Grecia e contro l’Europa”.  

Per rispondere al clima di tensione tra Grecia e Turchia, Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita. In tale contesto si colloca il recente accordo siglato lo scorso 7 maggio con Israele, il quale ha approvato un prestito di due droni ad Atene, che li utilizzerà per sorvegliare i propri confini.   

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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