Somalia: 7 operatori sanitari e un civile uccisi in un agguato

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 13:21 in Africa Somalia

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Sette operatori sanitari e un civile sono rimasti uccisi in Somalia, in un villaggio a Nord della capitale, Mogadiscio, dopo essere stati rapiti da un gruppo di uomini mascherati, in uniforme militare. “Alcuni individui armati hanno rapito sette dei nostri operatori sanitari e un civile portandoli via da un centro sanitario gestito dalla Fondazione Zamzam, alle 13:00 di mercoledì 27 maggio. Oggi abbiamo ricevuto i loro cadaveri”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters, giovedì 28 maggio, Omar Jamac, direttore della fondazione. Istituita nel 1992, la Fondazione Zamzam è impegnata non solo nell’assistenza sanitaria ma anche nel fornire istruzione, nel prendersi cura degli orfani e nel cercare di mantenere la pace.

L’incidente è avvenuto nel villaggio di Galooley, nella periferia del distretto di Balad, 30 km a Nord di Mogadiscio. Non è stato ancora accertato chi siano gli effettivi responsabili dell’omicidio, ma l’agguato è avvenuto solo alcuni giorni dopo una serie di scontri tra le forze di sicurezza e i ribelli appartenenti al gruppo somalo di al-Shabaab, collegato ad al Qaeda.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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