Scontri tra esercito sudanese e milizie etiopi al confine tra i due Paesi

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 16:38 in Etiopia Sudan

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Gli scontri tra l’esercito del Sudan e le milizie etiopi, in atto da tre giorni vicino al confine tra i due Paesi, hanno causato la morte di almeno due persone. In una dichiarazione televisiva, il generale di brigata Amer Mohamed Al Hassan ha affermato, venerdì 29 maggio, che le milizie etiopi, appoggiate dall’esercito, hanno iniziato ad attaccare alcune aree dello stato di Gadaref, nel Sudan orientale, il 26 maggio.

“Supportate dall’esercito etiope, le milizie hanno attaccato molte aree lungo il confine tra Etiopia e Sudan e hanno confiscato numerose risorse sudanesi”, ha dichiarato Hassan, specificando che il bilancio delle vittime include anche 9 feriti, sia soldati che civili. Gli scontri sono continuati nonostante lintervento dellesercito sudanese e hanno portato al ferimento di tre civili e all’uccisione di un bambino. Inoltre, anche un ufficiale dell’esercito è stato ucciso e altri sei soldati sono rimasti feriti”, ha detto il generale di Khartoum. Larea presa maggiormente di mira è stata quella di Al Birka. “Nella città orientale di al-Qadarif, la milizia etiope è penetrata attraverso il confine e ha attaccato i terreni agricoli scontrandosi con le forze militari nel campo di Barkat Noreen”, ha dichiarato Hassan.

Il Sudan e l’Etiopia sono impegnati da anni in discussioni sulla delimitazione dei confini tra i due Paesi. Una delle maggiori questioni in sospeso è quella della costruzione della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il futuro sistema idroelettrico più grande di tutto il continente africano, voluto da Addis Abeba ed edificato sul fiume Nilo azzurro. LEtiopia ha iniziato la realizzazione della diga nel 2011 e sostiene che l’opera sia essenziale per sostenere la sua economia, in rapida crescita, e, potenzialmente, per favorire lo sviluppo di tutta la regione. L’Egitto e il Sudan, tuttavia, sono preoccupati che la diga possa compromettere le loro riserve idriche.

La costruzione della GERD dovrebbe generare più di 6.000 megawatt di elettricità. A gennaio, il Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope aveva garantito che, nonostante gli ultimi ritardi e le trattative in sospeso, la diga avrebbe cominciato la sua produzione a fine 2020 e sarebbe diventata pienamente operativa nel 2022. Attualmente, il progetto idroelettrico, dal costo di circa 4,6 miliardi di dollari, è al 70% del suo completamento. Si pensa che la diga, una volta terminata, renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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