Libia e Malta firmano un protocollo d’intesa per rafforzare le relazioni

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 18:01 in Immigrazione Libia Malta

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Il premier del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, e il primo ministro di Malta, Robert Abela, hanno firmato un protocollo d’intesa, giovedì 28 maggio, per combattere l’immigrazione clandestina e consolidare le relazioni bilaterali tra i due Paesi. Il premier della Valletta, in visita nella capitale libica, ha altresì discusso con l’omologo nordafricano dell’operazione IRINI, la missione dell’Unione Europea che mira a far rispettare l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite in Libia.

Al-Sarraj e Abela hanno esaminato gli sviluppi in corso a Tripoli e hanno manifestato il rifiuto di una soluzione militare al conflitto, che, secondo le parti, può essere risolto solo attraverso il dialogo politico. Tuttavia, il premier libico ha ribadito all’omologo maltese che le forze del GNA sono determinate a sconfiggere l’aggressione dell’Esercito Nazionale Libico, guidato dal generale Khalifa Haftar, e ha sottolineato che l’obiettivo di Tripoli è quello di riguadagnare stabilità e garantire al popolo della Libia la presenza di uno Stato civile democratico. Al-Sarraj ha poi accolto con favore il sostegno di Malta al Governo di Accordo Nazionale e ha affermato che spera che la cooperazione tra i due Paesi aumenti. “Non vediamo l’ora di attivare relazioni bilaterali in tutti i campi”, ha dichiarato Abela da parte sua, accettando di accelerare la firma di nuovi accordi di cooperazione e di coordinarsi nella lotta contro la pandemia di coronavirus.

In merito all’operazione Irini, i due premier hanno concordato sul fatto che la missione dovrebbe tener conto delle riserve avanzate sia dalla Libia che da Malta sulle sue attività. In particolare, l’8 maggio il governo della Valletta aveva annunciato il suo ritirodall’operazione per denunciare il fallimento dell’Europa nell’aiutare Malta a gestire i flussi migratori provenienti dalla Libia. Il governo di Tripoli, invece, aveva contestato alla missione, lo scorso 26 aprile, di trascurare un aspetto fondamentale dell’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite, ovvero quello del controllo dei confini terrestri attraverso i quali avviene il passaggio del maggior numero di armi e munizioni destinate all’esercito di Haftar. IRINI è una missione esclusivamente aerea e navale, il cui obiettivo è il monitoraggio delle acque del Mediterraneo orientale attraverso l’utilizzo di navi e mezzi aerei e satellitari. Conduce ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare e, tra i suoi compiti secondari, ci sono il controllo e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della Marina, il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti. La missione è stata lanciata il 31 marzo e la sua durata è stata momentaneamente fissata a un anno, quindi Irini dovrebbe rimanere operativa fino al 31 marzo 2021. 

Nel frattempo, all’alba di venerdì 29 maggio, i combattenti dell’LNA hanno colpito diverse postazioni delle forze del GNA situate presso l’asse di Abu Qurayn, a Est di Misurata. Fino al giorno prima, il 28 maggio, violenti scontri avevano interessato gli assi di combattimento nel Sud di Tripoli e, nello specifico, Ramlah, Ain Zara, Wadi Al-Rabi`e e Al-Khalatat. Qui l’esercito tripolino ha riferito di aver ottenuto importanti risultati, costringendo le forze di Haftar a ritirarsi, soprattutto dopo la conquista di al-Karizma ed i progressi verso la strada che conduce all’aeroporto.

L’inizio del conflitto libico è da far risalire al 15 febbraio 2011, data cui ha fatto seguito la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno. I due schieramenti, il GNA e l’LNA, sono nati dopo gli accordi di Skhirat raggiunti il 17 dicembre 2015. Il Governo di Accordo Nazionale è lunico riconosciuto dall’Onu e dalla comunità internazionale. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato, vi è il governo di Tobruk, con a capo il generale Haftar. Quest’ultimo riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per Haftar.

Tra gli ultimi sviluppi più significativi, vi è la conquista della base aerea di al-Watiya, nell’Ovest della Libia, del 18 maggio, da inserirsi nel quadro dell’operazione “Tempesta di Pace”, lanciata dal GNA il 25 marzo. Precedentemente, le forze di Tripoli avevano già ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat. L’LNA, dal canto suo, continua la propria operazione per la conquista della capitale, Tripoli, in corso sin dal 4 aprile 2019.

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Chiara Gentili

di Redazione

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