Libia: 30 migranti morti nel Sud di Tripoli, mentre le tensioni continuano

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 10:26 in Africa Libia

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Trenta migranti sono morti a seguito di un atto di vendetta perpetrato dalla famiglia di un trafficante di esseri umani nella città di Mizda, nel Sud-Ovest di Tripoli. Nel frattempo, i fronti di combattimento continuano ad assistere a tensioni tra l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, e le forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA).

È stato il GNA a riferire dell’episodio di Mizda, verificatosi nella giornata del 28 maggio, definendolo un’azione di ritorsione. Nello specifico, 26 migranti provenienti dal Bangladesh e 4 di origine africana sono morti, mentre altri 11 sono rimasti feriti e sono stati portati in un ospedale di Zintan. Stando a quanto riportato da fonti libiche, si trattava di migranti perlopiù illegali. I responsabili di quello che è stato definito un “massacro” sono i familiari di un trafficante di esseri umani, Youssef Mohamed Abdel Rahman, ucciso la sera precedente, il 27 maggio, nel corso di una rivolta alimentata dai migranti stessi, le cui cause sono tuttora ignote.

Da parte sua, la Commissione Nazionale per i diritti umani ha richiesto alle autorità libiche di aprire un’indagine per scoprire le cause e le dinamiche dell’accaduto, oltre che per gli altri episodi di violenza ed i “crimini atroci” perpetrati contro i migranti ed i rifugiati che sostano in Libia, spesso in attesa di dirigersi verso l’Europa. Parallelamente, è stato chiesto di portare in tribunale i trafficanti di esseri umani ed i leader di bande criminali, responsabili di azioni di tal tipo. Quanto accaduto il 28 maggio, è stato sottolineato, è solo uno degli episodi che vedono coinvolti i migranti illegali, spesso vittime di violenza e torture perpetrate da milizie armate o trafficanti stessi, e che spesso vivono in centri di detenzione sovraffollati ed in condizioni sanitarie precarie.

Nel frattempo, all’alba di venerdì 29 maggio, i combattenti dell’LNA hanno colpito diverse postazioni delle forze del GNA situate presso l’asse di Abu Qurayn, nell’Est di Misurata. Fino al giorno prima, il 28 maggio, violenti scontri hanno interessato gli assi di combattimento nel Sud di Tripoli e, nello specifico, Ramlah, Ain Zara, Wadi Al-Rabi`e e Al-Khalatat. Qui l’esercito tripolino ha riferito di aver ottenuto importanti risultati, costringendo le forze di Haftar a ritirarsi, soprattutto dopo la conquista di al-Karizma ed i progressi verso la strada che conduce all’aeroporto. A detta di fonti locali, gli aerei della Turchia continuano a sorvolare tali zone, mentre per l’LNA continuano ad arrivare rinforzi provenienti dalla base di Jufra.

L’inizio del conflitto libico è da far risalire al 15 febbraio 2011, a cui ha fatto seguito la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno. I due schieramenti, il GNA e l’LNA, sono nati dopo gli accordi di Skhirat raggiunti il 17 dicembre 2015. Il Governo di Accordo Nazionale vede alla guida il primo ministro Fayez al-Sarraj e rappresenta l’unico l’unico governo riconosciuto dall’Onu e dalla comunità internazionale. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato, vi è il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Quest’ultimo riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per Haftar.

Tra gli ultimi sviluppi più significativi, vi è la conquista della base aerea di al-Watiya, nell’Ovest della Libia, del 18 maggio, da inserirsi nel quadro dell’operazione “Tempesta di Pace”, lanciata dal GNA il 25 marzo. Precedentemente, le forze di Tripoli avevano già ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, mentre il 18 aprile avevano avviato un’offensiva contro Tarhuna, che ha consentito all’esercito del GNA di avvicinarsi alla roccaforte. L’LNA, dal canto suo, nelle ultime settimane ha continuato la propria operazione contro la capitale Tripoli, in corso sin dal 4 aprile 2019.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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