Hong Kong avverte gli USA sui rischi dell’interferenza negli affari cinesi

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 12:17 in Hong Kong USA e Canada

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Il governo di Hong Kong, guidato da Carrie Lam, ha chiesto agli Stati Uniti di smettere di interferire nei suoi affari interni, affermando che il ritiro dello status speciale del territorio potrebbe essere una “lama a doppio taglio”.

La dichiarazione è arrivata quando il presidente degli USA, Donald Trump, si sta preparando ad annunciare la sua risposta alla decisione del Parlamento cinese di emanare una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, che rischia di minare le libertà del territorio semi-autonomo. Trump dovrebbe rendere nota la sua decisione a tale riguardo, il 29 maggio. “Qualsiasi sanzione sarebbe una lama a doppio taglio che non solo danneggerà gli interessi di Hong Kong, ma anche in modo significativo quelli degli Stati Uniti”, ha affermato il governo della città, il 28 maggio. La governatrice, supportata da Pechino, ha poi aggiunto che dal 2009 al 2018, il surplus commerciale degli Stati Uniti con Hong Kong è stato il più ampio di quello registrato da Washington con tutti i suoi partner commerciali. Il totale ammonta a 297 miliardi di dollari. Inoltre, è importante ricordare che 1.300 aziende statunitensi hanno sede nella città.

Il Dipartimento di Stato degli USA, da parte sua, in una relazione resa nota il 28 maggio, ha affermato che “non può più garantire che ad Hong Kong sarà garantito un trattamento diverso” rispetto a Pechino. Il principale consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, ha avvertito che la città ha goduto di privilegi speciali in base al suo alto grado di autonomia dalla Cina, ma ora potrebbe essere necessario mettere i due territori sullo stesso piano in materia di commercio e altre questioni finanziarie. Tuttavia, la leader di Hong Kong continua a sostenere la decisione di Pechino e, il 29 maggio, ha esortato i concittadini ad unirsi, “per perseguire i nostri sogni mettendo da parte le nostre differenze”. Carrie Lam ha poi aggiunto che la legge cinese sulla sicurezza nazionale è necessaria a causa di una “minaccia terroristica” e a causa del rischio legato alle organizzazioni per “l’indipendenza e l’autodeterminazione”, che hanno sfidato l’autorità di Pechino e dei governi locali e hanno fatto appello all’interferenza straniera.

Il 21 maggio, è cominciata a circolare la notizia che il governo cinese aveva intenzione di emanare una legge per rafforzare la sicurezza nazionale di Hong Kong, contro i tentativi di secessione, sovversione e terrorismo.  La notizia è stata diffusa dal South China Morning Post, che citava una fonte del governo. Questa aveva rivelato che la Cina aveva concluso che era impossibile per il Consiglio Legislativo di Hong Kong approvare una norma sulla sicurezza nazionale, dato il clima politico nella città, e quindi si stava rivolgendo al Congresso Nazionale del Popolo di Pechino spingendolo ad assumersi tale responsabilità. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, l’Unione Europea e altri Paesi hanno subito espresso preoccupazione riguardo all’intenzione della Cina, ampiamente considerata come una possibile svolta per la città, che rappresenta uno dei principali centri finanziari del mondo, anche in forza della sua autonomia rispetto a Pechino. 

Tuttavia, secondo le autorità cinesi e il governo di Hong Kong non vi è alcuna minaccia all’autonomia della città e la nuova legge sulla sicurezza colpirà solo gli attici illeciti e scongiurerà il terrorismo. “Serve per la stabilità a lungo termine di Hong Kong e della Cina, non influenzerà la libertà di riunione e di parola e non influenzerà lo status della città come centro finanziario”, ha dichiarato ai giornalisti il segretario capo di Hong Kong, Matthew Cheung. A tale proposito, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, già in contrasto con Pechino a causa della cosiddetta “guerra commerciale” e della pandemia di coronavirus, il 26 maggio ha dichiarato che gli Stati Uniti riveleranno una forte risposta all’ingerenza cinese, entro questa settimana. Da parte sua, la Cina ha risposto affermando che avrebbe preso le necessarie contromisure di fronte a qualsiasi interferenza straniera.

 

di Redazione

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