Etiopia: esercito accusato di torture e uccisioni extragiudiziali

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 20:22 in Africa Etiopia

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Le forze di sicurezza etiopi hanno giustiziato nella regione di Oromia 39 sostenitori dell’opposizione e arrestato migliaia di altri civili accusati di essere membri di un gruppo armato. È quanto ha denunciato, venerdì 29 maggio, la ONG Amnesty International, nel suo ultimo rapporto. Lorganizzazione ha precisato che le vittime sono state accusate di sostenere l’esercito di liberazione degli Oromo, l’ala armata del Fronte di liberazione che il precedente governo aveva dichiarato movimento terroristico ma che il nuovo primo ministro, Abiy Ahmed, ha deciso di non mettere al bando.

“Le forze di sicurezza hanno continuato a violare i diritti umani nonostante le riforme introdotte dal primo ministro Abiy Ahmed e questo è dovuto alla diffusa impunità e alla mancanza di responsabilità per tali violazioni”, ha detto la ricercatrice dell’Etiopia di Amnesty International, Fisseha Tekle. L’esercito etiope, l’ufficio del primo ministro e la polizia di Oromia e Amhara non hanno ancora risposto alle richieste di commento. Daniel Bekele, il capo della commissione per i diritti umani dell’Etiopia, ha riferito allagenzia di stampa Reuters che i dati di Amnesty International “dovrebbero essere presi molto sul serio”.

Da quando si è insediato al potere, nellaprile 2018, Abiy ha introdotto importanti riforme politiche, tra cui la rimozione dei divieti imposti ad alcuni partiti, il rilascio dei prigionieri politici e l’accoglienza di gruppi militanti in esilio come il Fronte di liberazione degli Oromo. Tuttavia, le nuove libertà hanno anche permesso ad alcune tensioni represse da tempo di riemergere provocando scontri tra i numerosi gruppi etnici del Paese.

Da dicembre 2018 le truppe etiopi sono state schierate nell’Oromia occidentale e meridionale per combattere un’insurrezione portata avanti dall’esercito di liberazione degli Oromo. “Il rapporto di Amnesty International è un’ulteriore prova del fatto che la nuova amministrazione non si è separata dalla pratica di reprimere con forza il dissenso, commettendo violazioni dei diritti umani e compiendo omicidi extragiudiziali”, hanno affermato il Fronte di Liberazione degli Oromo e il Congresso Federale degli Oromo, che hanno invitato il governo a indagare sui risultati.

Basandosi su interviste con 80 vittime e testimoni diretti delle violenze, il rapporto di Amnesty International ha accusato l’esercito etiope e le forze di sicurezza regionali di Amhara e Oromia di essere coinvolte in omicidi interetnici, detenzioni arbitrarie e stupri. La violenza etnica è un problema ricorrente sotto Abiy. Gli eventi dimostrano la forte instabilità che caratterizza l’Etiopia, nonostante le riforme sociali, economiche e in materia di sicurezza messe in atto durante il mandato del premier. Queste hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nel Corno d’Africa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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