Egitto-Cipro: i presidenti discutono di cooperazione e questioni regionali

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 19:48 in Cipro Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha discusso, venerdì 29 maggio, con il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, delle strategie da intraprendere per promuovere la cooperazione bilaterale e il dialogo su diverse questioni regionali. Collegati per via telefonica, i due leader hanno parlato degli sforzi necessari a combattere lepidemia di COVID-19 e a contenerne limpatto sulla salute, leconomia e la società.

La conversazione ha poi toccato alcune questioni regionali di interesse comune, prima fra tutte quella della sicurezza energetica nel Mediterraneo orientale. Il presidente cipriota ha elogiato “il ruolo vitale e il peso politico svolto dall’Egitto nel mantenere la stabilità regionale”, ribadendo l’apprezzamento dell’Unione europea per gli sforzi del Cairo tesi a raggiungere la sicurezza, a combattere il terrorismo e a contrastare limmigrazione illegale. Anastasiades ha dichiarato che la telefonata è stata “costruttiva” e che l’Egitto rappresenta non solo un “partner strategico”, ma anche uno dei “migliori amici” di Cipro.

I due presidenti hanno anche avuto modo di discutere degli sviluppi della situazione libica. Entrambi hanno sottolineato la necessità di intensificare il coordinamento per favorire una soluzione politica, in particolare sostenendo gli sforzi internazionali in tal senso, rispettando i risultati della conferenza di Berlino e respingendo le interferenze straniere.

Un altro argomento affrontato dai due capi di Stato è stato quello della cooperazione trilaterale con la Grecia. A inizio maggio, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha tenuto una teleconferenza con le controparti greca, cipriota, francese ed emiratina per discutere degli ultimi sviluppi nel Mediterraneo orientale, nonché di una serie di crisi regionali che minacciano la pace e la stabilità della regione. In tale occasione, i ministri hanno sottolineato l’importanza strategica di rafforzare e intensificare le loro consultazioni politiche e hanno espresso profonda preoccupazione per l’attuale escalation e le continue provocazioni della Turchia in quelle acque. In particolare, sono state denunciate dai cinque Paesi le attività illegali commesse da Ankara nella zona economica esclusiva cipriota e nelle sue acque territoriali, azioni che, a detta dei ministri, rappresentano una chiara violazione del diritto internazionale, come indicato nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Durante l’incontro, i ministri hanno altresì condannato l’escalation delle violazioni turche nello spazio aereo nazionale della Grecia, ritenute ancora una volta contrarie al diritto internazionale. Pertanto, hanno esortato la Turchia a rispettare pienamente la sovranità e i diritti sovrani di tutti gli Stati nelle rispettive zone marittime del Mediterraneo orientale.

Le relazioni tra Turchia e Cipro sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni di Ankara, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai suoi diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, il governo turco ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. Secondo i vertici turchi, tali attività giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti. 

Nella notte tra il 19 e il 20 aprile scorso, Ankara ha rilasciato un nuovo avviso di navigazione, annunciando che una sua nave da trivellazione, la Yavuz, si sarebbe posizionata, dal 20 aprile al 18 luglio, nell’area compresa tra il blocco 6 e il 7 della Zona Economica Esclusiva cipriota. La nuova spedizione della nave turca è la sesta dal 3 maggio 2019, data di avvio del programma di esplorazione mineraria nelle acque cipriote da parte della Turchia. Cipro, dal canto suo, ha ribadito più volte di ritenere che Ankara si stia comportando come “il pirata del Mediterraneo orientale, calpestando e violando i principi del diritto internazionale e interferendo con i diritti sovrani di Stati terzi, Cipro inclusa”.    

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Chiara Gentili

di Redazione

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