Crisi del debito: l’Argentina e i creditori ancora distanti

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 8:12 in America Latina Argentina

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Un alto comitato di creditori argentini ha dichiarato giovedì 28 maggio di aver fatto una proposta “più favorevole” per la ristrutturazione del debito del paese, che il governo ha ritenuto ancora “insufficiente” per chiudere un accordo.

Nel mezzo di una crisi economica che dura ormai da oltre 27 mesi e aggravata dalla pandemia di coronavirus, l’Argentina ha negoziato per mesi con i suoi creditori per ristrutturare un debito pubblico di 65 miliardi di dollari.

Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, il governo argentino ha pubblicato sul sito ufficiale le modifiche ad alcune obbligazioni offerte ai suoi creditori. La proposta migliora i pagamenti delle cedole su alcuni titoli e anticipa le scadenze di varie obbligazioni di un anno rispetto all’offerta originale, che in molti casi inizierebbero nel 2022.

Nel pomeriggio, il gruppo di creditori Ad Hoc, che tra gli altri comprende BlackRock, AllianceBernstein e Ashmore, ha assicurato in una nota che aveva presentato una nuova proposta che avrebbe offerto all’Argentina oltre 36 miliardi di dollari di risparmi in un periodo di nove anni. Ad Hoc ha dichiarato di aver fatto la proposta insieme allo Exchange Bondholder Group, che possiede 4 miliardi di dollari in obbligazioni argentine.

Sebbene l’offerta abbia ravvicinato le posizioni, in seguito l’Argentina ha ritenuto che non fosse sufficiente.

“Ci siamo avvicinati ma c’è ancora un tratto di strada importante da percorrere. Il gruppo di creditori chiamato Ad Hoc si è mosso nella giusta direzione rispetto alla sua precedente offerta, ma il movimento era breve, insufficiente per le esigenze del paese” – ha dichiarato il ministro dell’economia argentino Martín Guzmán in una nota.

“Speriamo di continuare a lavorare con i creditori che compongono questo gruppo, che oggi sono quelli più lontani dalle restrizioni che il nostro Paese deve affrontare” – ha aggiunto il ministro, che ha lasciato intendere che l’accordo con altri creditori sia più vicino.

Con una forte stagflazione che dura da due anni, l’Argentina – terza economia in America Latina – ha ripetutamente assicurato che non è in grado di pagare i creditori senza una previa sostanziale riduzione del debito.

Un’offerta iniziale fatta dal governo ad aprile è stata respinta dai creditori, mentre le controproposte degli obbligazionisti sono state bocciate dal governo perché Buenos Aires riteneva che non offrissero al Paese margine sufficiente per rientrare dalla crisi. Il ministro Guzmán ha spiegato ripetutamente che l’Argentina intende onorare il debito purché sia sostenibile e che propone ai suoi creditori di “guadagnare meno, non di perdere i soldi”.

La settimana scorsa l’Argentina è venuta meno al pagamento di 500 milioni di dollari in interessi obbligazionari, segnando il nono default della sua storia. Tuttavia, il paese sudamericano e i suoi creditori hanno raggiunto un tono più conciliante nelle ultime settimane, facendo sperare in un accordo che prevenga una disputa legale che potrebbe protrarsi per anni.

Nel presentare la sua offerta, il gruppo Ad Hoc aveva affermato che la proposta era “sostenuta dai maggiori gruppi di creditori argentini ed è a condizioni più favorevoli per l’Argentina rispetto alle precedenti proposte”. “La proposta è stata specificamente progettata in buona fede per soddisfare gli obiettivi macro-fiscali espressi dal governo” – aggiungono ancora i creditori.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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