Afghanistan: nuovo attentato dei talebani dopo meno di 24 ore

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 15:20 in Afghanistan Asia

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Almeno 14 membri dell’esercito afghano sono morti e 3 sono rimasti feriti a causa di un attentato compiuto dai Talebani, nel distretto di Dand-e-Patan, nella provincia orientale di Paktia. 

È quanto rivelato, venerdì 29 maggio, dal sito di informazione locale, Tolo News, il quale ha altresì specificato che a renderlo noto è stato il Ministero della Difesa dell’Afghanistan, specificando che ad aver perso la vita sono stati almeno 14 membri della Guardia frontaliera.  

L’attacco, avvenuto nella serata di giovedì 28 maggio, è stato compiuto nonostantelo scorso 24 maggio, talebani e autorità afghane avessero concordato un cessate il fuoco nazionale fino al 26 maggio in vista della fine del sacro mese del Ramadan. Secondo quanto riferito da fonti governative di Kabul, il cessate il fuoco è generalmente ancora in vigore in tutto il Paese, essendosi verificati soltanto tre attacchi dalla data di fine dell’accordo raggiuntoIl primo è avvenuto a Zabul, nel Sud del Paese. Il secondo a Farah, nell’Ovest, e il terzo attacco a Parwan, nel centro dell’Afghanistan. 

In particolare, gli attacchi nella provincia di Parwan e di Farah, rivela Al Jazeera English, si erano verificati il 27 maggio e avevano causato la morte di almeno 14 membri delle forze di sicurezza afghane.  

A tale riguardo, il portavoce del consulente in materia di sicurezza nazionale del governo afghano, Javid Faisal, ha dichiarato, venerdì 29 maggio, di ritenere che il cessate il fuoco non sia di fatto ancora terminato nel Paeseaggiungendo che gli ultimi attacchi si sono verificati perché il rispetto totale di un simile accordo richiede l’avvio di un percorso tecnico complicato, per il quale occorre un buon livello di coordinamento tra entrambe le parti. In tale contesto, il giorno precedente, Faisal aveva invitato i talebani a estendere il cessate il fuoco, sebbene non abbia ancora ricevuto risposta. 

L’Afghanistan è caratterizzato da uno scenario di instabilità da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Gli attacchi degli ultimi anni perpetrati dalle milizie talebane hanno interessato perlopiù le attuali istituzioni afghane. Il fine ultimo è riprendere il controllo del governo.  

Dal canto loro, gli USA hanno iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan il 10 marzo, a seguito dello storico accordo tra talebani e rappresentanti statunitensi, siglato il 29 febbraio 2020 a Doha, in Qatar. Il ritiro delle forze armate statunitensi dopo 19 anni di guerra è sempre stato uno degli obiettivi della politica estera dell’attuale capo della Casa Bianca, Donald Trump. Le truppe americane hanno condotto nel Paese due missioni, una insieme alla NATO nota come “Resolute Support”, volta all’addestramento e al sostegno delle truppe afghane e una indipendente di lotta al terrorismo, nota come “Sentinella della libertà”. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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