USA-Arabia Saudita: nuovo possibile accordo per la vendita di armi

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 14:30 in Arabia Saudita USA e Canada

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L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta discutendo un nuovo accordo per la vendita di armi all’Arabia Saudita, nonostante un’indagine per un precedente contratto da 8 miliardi di dollari tra Washington e Riad.

“Prima di imporre il blocco per la pandemia, ho ricevuto la bozza della documentazione del Dipartimento di Stato che ora sta perseguendo questa vendita precedentemente non divulgata, i cui dettagli non sono ancora stati resi pubblici, anche se i sauditi sembrano voler uscire dalla loro guerra brutale e fallita nello Yemen”, ha scritto il senatore del New Jersey, Bob Menendez, un democratico a capo del Comitato per le Relazioni Estere. L’accordo viene portato avanti “nonostante il fatto che la maggioranza bipartisan al Congresso abbia respinto le precedenti vendite di armi”, ha aggiunto il senatore. “L’amministrazione ha rifiutato di rispondere alle nostre domande per giustificare la nuova vendita e articolare come questa possa essere coerente con i valori degli Stati Uniti e gli obiettivi di sicurezza nazionale”, ha sottolineato Menendez. 

Il 18 luglio 2019, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti aveva votato per bloccare una vendita di armi da 8,1 miliardi di dollari all’Arabia Saudita e altri Paesi alleati. I rappresentanti che si sono opposti alla compravendita sostenevano che le armi dirette a Riad rischiano di essere utilizzate nella guerra in Yemen, dove il Paese sta guidando una coalizione contro i ribelli Houthi. I Paesi del Golfo sono sostenuti dagli Stati Uniti, mentre i ribelli sono appoggiati dall’Iran. I parlamentari, tra cui alcuni repubblicani del Senato, avevano sottolineato che non esistono motivi legittimi per bloccare questo provvedimento del Congresso, che ha il diritto di disapprovare le vendite di armi.

Nel sostenere questa decisione, i democratici avevano affermato che la partecipazione degli Stati Uniti alla coalizione guidata dai sauditi in Yemen, che avviene principalmente attraverso la fornitura di armi carburante per gli aerei, è incostituzionale senza l’autorizzazione del Congresso. Numerosi legislatori, come il senatore liberale Bernie Sanders, hanno cercato per anni di rivendicare i poteri delle Camere su questioni di guerra e pace. Tale vendita fa riferimento al conflitto in Yemen, scoppiato a marzo del 2015, che vede contrapporsi due fazioni: da una parte, i ribelli sciiti Houthi, supportati dall’Iran, e, dall’altra, le forze governative del presidente Hadi. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita. 

La coalizione a guida saudita è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. Gli Houthi hanno controllato la capitale del Paese, Sana’a, e le più vaste aree popolate dello Yemen dallo scoppio del conflitto. Le Nazioni Unite stanno portando avanti numerosi colloqui con gli Houthi e il governo sostenuto dai sauditi per trovare una soluzione politica a questa tremenda guerra, che continua a seminare morte e che ha ridotto lo Yemen sull’orlo della carestia. Il Paese, a seguito di questi 4 anni di conflitto, rappresenta la realtà più povera del Medio Oriente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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