Rep. Dem. del Congo: nuovo attacco delle ADF, uccisi circa 40 civili

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 13:05 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 40 persone sono state uccise nella regione nordorientale della Repubblica Democratica del Congo, vicino al confine con l’Uganda, nell’ultimo attacco contro i civili perpetrato da militanti delle Forze Democratiche Alleate (ADF). Alcuni uomini del gruppo hanno preso d’assalto il villaggio di Samboko, situato a circa 100 km a Sud-Ovest della città di Bunia, mercoledì 27 maggio. L’offensiva è avvenuta un giorno dopo l’attacco contro il vicino villaggio di Makutano, in cui almeno 17 persone sono rimaste uccise. I militanti dell’ADF, armati di machete e armi di piccolo taglio, stanno aggredendo la popolazione locale e saccheggiando le loro abitazioni, nella provincia di Ituri, da lunedì 25 maggio.

Dopo due mesi di relativa quiete, l’area ha ricominciato ad essere presa di mira dai militanti delle Forze Democratiche Alleate, che hanno inasprito le violenze soprattutto nelle ultime tre settimane. Il gruppo dichiara di aver promesso fedeltà all’Isis, ma, nonostante lo Stato Islamico abbia rivendicato alcuni degli attacchi commessi dalle ADF, gli esperti affermano che non vi sono ancora prove sufficienti di un’effettiva stretta collaborazione.

Le ADF hanno iniziato a condurre le loro offensive in Uganda in opposizione al presidente Yoweri Museveni. Più tardi, durante le guerre del Congo degli anni ’90, il gruppo si è esteso nella provincia del Nord Kivu, al confine tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. Secondo i dati pubblicati dall’agenzia di monitoraggio Kivu Security Tracker, oltre 400 persone sono state uccise nella regione di Beni dal 30 ottobre, quando l’esercito ha intensificato le operazioni di repressione dei gruppi armati. Le truppe congolesi hanno rivendicato una serie di successi nella regione, affermando di aver distrutto tutte le roccaforti delle ADF nella foresta intorno a Beni e ucciso 5 dei suoi 6 leader. Secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite, il numero di combattenti delle ADF si aggirava nel 2018 intorno alle 450 unità. A dicembre 2019, il presidente Felix Tshisekedi ha annunciato di aver inviato altri 22.000 soldati a combattere contro i ribelli della regione di Beni, incluse le forze speciali. Tuttavia, dopo le ultime violenze, la Kivu Security Tracker ha specificato, il 26 maggio, nella sua intervista a Reuters, che “è importante ribadire che le ADF non sono ancora state del tutto smantellate in nessun momento”. Gli Stati Uniti hanno imposto pesanti sanzioni sui leader delle Forze Democratiche Alleate, accusati di aver compiuto abusi e violazioni dei diritti umani, come stupri di massa, torture e uccisioni.

Circa 200.000 persone sono fuggite dalla provincia di Ituri negli ultimi due mesi a causa delle violenze commesse da una varietà di gruppi armati. Si stima che circa 160 formazioni ribelli, con un totale di oltre 20.000 combattenti, siano ancora attive nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Più di 700 persone sono state uccise nella regione dalla fine del 2017, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a gennaio, dove si specifica che alcuni delle morti potrebbero costituire un “crimine contro l’umanità”.Negli ultimi 20 anni, le Nazioni Unite hanno cercato di stabilizzare la situazione del Paese africano dispiegando una forza di pace di circa 15.000 persone. Tuttavia, si tratta nella maggior parte dei casi di agenti con un mandato limitato e ciò può spiegare, da un certo punto di vista, la loro scarsa esperienza nel difendere i civili.

Le violenze, inoltre, continuano nonostante nei giorni scorsi siano stati rilevati nuovi casi di Ebola nel Paese. Le organizzazioni internazionali sono preoccupate che un nuovo scoppio della malattia possa aver luogo nel mezzo dei combattimenti e in concomitanza con la diffusione della nuova epidemia di coronavirus facendo collassare completamente il sistema sanitario nazionale. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha affermato che l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo costituisce ancora un’emergenza sanitaria di interesse mondiale a seguito dell’emergere di nuovi casi. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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