Libia: ulteriori dettagli sugli aiuti di Mosca e gli ultimi sviluppi sul campo

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 10:32 in Africa Libia

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Mentre il Comando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) ha rivelato ulteriori dettagli sugli aerei da guerra inviati da Mosca, i fronti di combattimento nel Sud della capitale Tripoli continuano ad assistere a tensioni.

Già il 26 maggio, il Comando africano degli Stati Uniti aveva accusato la Russia di aver fornito armi all’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, e, nello specifico, jet da combattimento, alimentando ulteriormente le tensioni in Libia. A detta del generale Stephen Townsend, proprio come accaduto in Siria, Mosca si sta espandendo militarmente in Africa, impiegando i mercenari della Compagnia Wagner per nascondere la propria partecipazione diretta. Il giorno successivo, il 27 maggio, in una serie di tweet, le medesime forze statunitensi hanno aggiunto ulteriori dettagli.

In particolare, sono state pubblicate foto che mostrano i jet russi MiG-29, Su-24, Su-34 e Su-35s. Stando alle dichiarazioni di AFRICOM, questi sarebbero giunti, in giorni diversi nel mese di maggio, dapprima a Tobruk, nell’Est della Libia, scortati da aerei da combattimento russi, e poi da lì avrebbero raggiunto la roccaforte di Jufra. Inoltre, è stato specificato, i 14 jet arrivati in tale base non riportavano alcun marchio o simbolo, ma, in precedenza, prima di atterrare presso la base siriana di Khmeimin, questi apportavano il simbolo delle Forze aeree della Federazione Russa.

Dal canto suo, il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha negato quanto dichiarato da AFRICOM, affermando che si è trattato di “dicerie dei media e di bugie”. Non da ultimo, un membro del Parlamento russo, il 27 maggio stesso, ha riferito che Mosca non ha inviato alcun “hardware militare” in Libia e che la Camera alta del Parlamento non aveva ricevuto alcuna richiesta relativa all’approvazione di una tale spedizione. Simili affermazioni sono altresì giunte da Vladimir Dzabarov, primo vicepresidente della Commissione per gli Affari Esteri del Consiglio della Federazione Russa, e da Andrei Krasov, vice capo del Comitato di Difesa della Duma, il quale ha definito le accuse statunitensi prefabbricate e fuorvianti.

Nel frattempo, l’esercito del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), ha riferito di aver preso il controllo di nuove postazioni presso i fronti di combattimento nel Sud della capitale, e di star continuando ad esercitare maggiori pressioni sulle forze di Haftar. Secondo quanto riportato il 27 maggio, il GNA al momento controlla circa il 95% del sobborgo di Ain Zara, ed il suo esercito è riuscito ad avanzare verso gli assi di al-Karizma, sulla strada verso il vecchio aeroporto, e verso Qasr Bin Gashir, sulla strada verso Tarhuna. Non da ultimo, le forze tripoline hanno riferito di aver catturato 15 uomini di Haftar, il 27 maggio, e di aver distrutto circa 10 veicoli militari dell’LNA nel Sud della capitale.

L’inizio del conflitto libico è da far risalire al 15 febbraio 2011, a cui ha fatto seguito la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno. I due schieramenti, il GNA e l’LNA, sono nati dopo gli accordi di Skhirat raggiunti il 17 dicembre 2015. Il Governo di Accordo Nazionale vede alla guida il primo ministro Fayez al-Sarraj e rappresenta l’unico l’unico governo riconosciuto dall’Onu e dalla comunità internazionale. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato, vi è il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Quest’ultimo riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per Haftar.

Tra gli ultimi sviluppi più significativi, vi è la conquista della base aerea di al-Watiya, nell’Ovest della Libia, del 18 maggio, da inserirsi nel quadro dell’operazione “Tempesta di Pace”, lanciata dal GNA il 25 marzo. Precedentemente, le forze di Tripoli avevano già ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, mentre il 18 aprile avevano avviato un’offensiva contro Tarhuna, che ha consentito all’esercito del GNA di avvicinarsi alla roccaforte. L’LNA, dal canto suo, nelle ultime settimane ha continuato la propria operazione contro la capitale Tripoli, in corso sin dal 4 aprile 2019.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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