Libano: un primo passo per garantire la sicurezza alimentare

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 16:54 in Libano Medio Oriente

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Il ministro dell’Economia e del Commercio del Libano, Raoul Nehme, ha reso noto il paniere alimentare che sarà oggetto di sussidi. Lo scopo è ridurre i prezzi dei beni di consumo di prima necessità e garantire la sicurezza alimentare per la popolazione libanese.

Secondo quanto riferito nel corso di una conferenza stampa di giovedì 28 maggio, il meccanismo studiato vedrà il supporto della Banca centrale, altresì nota come Banque du Liban. Tra i prodotti inclusi nel paniere vi saranno zucchero, riso, cereali, lievito, latte per consumo individuale, cibo in scatola, foraggio, fertilizzanti, semi e piantine. Nehme ha affermato che il sostegno che si andrà ad offrire non è un risultato, ma uno dei doveri minimi di Beirut verso quei cittadini che non riescono ad assicurarsi forme di sostentamento, date le circostanze complesse.

La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente aggravato le condizioni economiche di un Paese, il Libano, colpito da una delle peggiori crisi finanziarie dalla guerra civile del periodo 1975-1990. Come sottolineato dal primo ministro Hassan Diab a 100 giorni dalla sua salita al governo, il 20 maggio, molti cittadini attualmente non riescono più ad acquistare frutta, verdura e carne e presto potrebbero non avere denaro sufficiente per comprare pane. Dal canto loro, organizzazioni come Human Rights Watch e la Banca Mondiale hanno messo in guardia da un possibile peggioramento ed un conseguente aumento del tasso di povertà.

Pertanto, la nuova mossa annunciata il 28 maggio potrebbe rappresentare un primo segnale positivo per la popolazione libanese. A detta del ministro Nehme, il paniere alimentare è costituito da prodotti che coprono tutte le sostanze nutritive necessarie, dalle proteine animali e vegetali ai carboidrati. L’obiettivo, è stato specificato, non è fornire cibi a basso costo, ma quei prodotti alla base di una sana alimentazione. Il prezzo di tali beni verrà controllato nell’intero processo dal produttore al consumatore e, a detta di Nehme, si stanno valutando le modalità volte a garantire un prezzo che si adatti al potere d’acquisto del consumatore.

La conferenza stampa del ministro dell’Economia è giunta dopo che, il 27 maggio, la Banca centrale ha emanato una circolare con cui banche attive nel Paese potranno chiedere alla Banque du Liban di garantire il 90% del valore delle materie prime importate in valuta straniera, al fine di soddisfare le esigenze delle imprese, per un importo massimo di 100 milioni di dollari, a condizione che il cliente non ne tragga vantaggio.

In tale quadro, secondo quanto riferito dal governatore della Banca Centrale, Riad Salamé, il Libano ha subito perdite pari a circa 81 miliardi di dollari, a causa dell’accumulo del deficit negli ultimi cinque anni, e ciò ha avuto conseguenze per il tasso di cambio nazionale. Tuttavia, nonostante la situazione di default e la crisi causata dal coronavirus, il Paese, a detta di Salamé, non può ancora dirsi in bancarotta e vi sono riserve sufficienti per garantire l’importazione dei beni di prima necessità.

Attualmente il Libano si trova in una prima fase di negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), a cui è stato già presentato il piano di salvataggio approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile. Il piano prevede l’immissione di circa 10 miliardi di dollari di aiuti nel sistema finanziario e uno dei punti stabilisce la copertura delle perdite del settore finanziario, pari a circa $ 70 miliardi, attraverso una ricapitalizzazione da parte degli azionisti bancari, che diminuirebbe il loro capitale ed i propri depositi per poi ripristinarli in seguito. Tra le altre misure, vi sono la ristrutturazione del sistema bancario, l’incremento delle tasse e il blocco delle assunzioni statali, oltre a un tasso di cambio flessibile tra lira libanese e dollaro statunitense. Tra gli obiettivi prefissati vi è poi la riduzione del debito pubblico al 100% del Pil, mentre attualmente questo è pari a circa al 170%.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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