L’Algeria richiama temporaneamente il suo ambasciatore in Francia

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 20:09 in Algeria Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

LAlgeria ha richiamato il suo ambasciatore in Francia per consultazioni, dopo che alcuni documentari sul movimento di protesta antigovernativa esploso da mesi nel Paese nordafricano sono stati trasmessi dalla televisione pubblica francese. Il Ministero dellInterno di Algeri ha affermato, mercoledì 27 maggio, che i film, tra cui due trasmessi il giorno prima, “apparentemente riprodotti spontaneamente e con il pretesto della libertà di espressione, sono in realtà attacchi al popolo algerino e alle sue istituzioni, incluso l’esercito.

Citando il “carattere ricorrente” di questo tipo di programmi sulla televisione pubblica francese, il governo ha deciso di richiamare temporaneamente in patria lambasciatore. I due documentari trasmessi martedì 26 maggio sono stati riprodotti dal canale Francia 5 e da quello parlamentare. Il primo, “Algeria, amore mio”, che ha suscitato accesi dibattiti sui social media, racconta la storia del movimento di protesta attraverso gli occhi di cinque algerini ventenni. Il secondo, invece, è intitolato “Algeria: le promesse dell’alba” ed è stato ugualmente attaccato.

Nella sua dichiarazione, il Ministero algerino ha affermato che i film mostrano le “intenzioni maligne e durature di alcuni ambienti, che non desiderano ancora vedere relazioni pacifiche tra Algeria e Francia a 58 anni dallindipendenza”.

In Algeria, il movimento pro-democrazia “Hirak”, che è riuscito ad abbattere il regime dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, è iniziato il 22 febbraio 2019, chiedendo, con mezzi pacifici, l’avvio di riforme politiche strutturali. La situazione è diventata più agitata dopo che Bouteflika ha annunciato che avrebbe cercato di concorrere per un quinto mandato presidenziale consecutivo. A quel punto, le forze di sicurezza hanno cominciato a utilizzare la forza per disperdere i manifestanti, arrestando i leader e gli organizzatori delle proteste. Con il nuovo presidente Abdelmadjid Tebboune, invece, i toni sembravano essere più pacati e la strategia del governo sembrava più tollerante verso i manifestanti. Con lo scoppiodell’epidemia di coronavirus, tuttavia, il movimento è stato costretto a sospendere le sue proteste da metà marzo e il giro di vite contro gli oppositori del regime e contro alcuni media indipendenti sembra essere ripreso. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.