Italia e Stati Uniti annunciano nuovo vertice della coalizione anti-ISIS

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 17:36 in Italia USA e Canada

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Secondo un comunicato ufficiale del Ministero degli Affari Esteri dell’Italia, il ministro di Roma, Luigi Di Maio, e il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, co-presiederanno il prossimo vertice dei 32 membri del Gruppo Ristretto della Coalizione Globale anti-Daesh, programmato per il 4 giugno. 

Durante l’incontro, il quale avverrà in videoconferenza, i partecipanti avranno modo di riepilogare le attività della Coalizione e di aggiornare la strategia adottata nel contrastare lo Stato Islamico, prendendo in considerazione anche le nuove esigenze derivanti dalla pandemia da coronavirus.  

Nello specifico, nel vertice verranno discusse le situazioni attuali in Iraq e Siria, dove sono stati recentemente registrati episodi che segnalano la ripresa dell’insorgenza dello Stato Islamico. In aggiunta, saranno analizzate anche le ramificazioni globali dell’ISIS, con particolare riguardo all’Africa occidentale e al Sahel, dove l’Italia intende promuovere un maggiore coinvolgimento della Coalizione, al fine di rafforzare la sicurezza nell’intero bacino del Mediterraneo. 

Il vertice in videoconferenza, ha aggiunto la Farnesina, giunge in attesa del prossimo incontro, questa volta in presenza, con i rappresentanti dell’intera coalizione, composta da 82 membri, i quali si riuniranno in Italia non appena possibile. 

L’annuncio giunge a pochi giorni di distanza dal vertice telefonico che Di Maio aveva avuto con Pompeo lo scorso 21 maggio, durante il quale i due avevano discusso del coronavirus e della situazione in Libia. In particolare, in riferimento al Paese nordafricano, Di Maio e Pompeo avevano espresso la propria preoccupazione per l’intensificazione delle ostilità, ribadendo la necessità di raggiungere il prima possibile una tregua e la cessazione dell’interferenza da parte di Stati terzi. 

Per quanto riguarda il contrasto allo Stato Islamico, invece, l’ultimo incontro della Coalizione si era tenuto lo scorso 16 aprile. In tale occasione, il vertice online era stato promosso dagli Stati Uniti, i quali guidano la coalizione, e aveva riguardato la strategia di lotta contro ciò che rimane dell’organizzazione terroristica. I presenti, in particolare, avevano concordato sull’importanza di mantenere e allocare adeguati mezzi e risorse sia militari sia civili per sostenere gli sforzi della coalizione in Iraq e in Siria, incluso il sostegno agli alleati legittimi. 

Oltre alle campagne militari condotte in Iraq e in Siria, la coalizione mira anche a minare l’infrastruttura finanziaria ed economica dell’ISIS, a frenare il flusso di foreign fighter attraverso i confini e a riportare la stabilità ed i servizi pubblici essenziali nelle aree liberate dalla morsa del gruppo terroristico.  

Per quanto riguarda invece l’Italia, Roma considera prioritario il garantire il contrasto allo Stato Islamico nel quadro della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS, guidata dagli Stati Uniti. A tale riguardo, Di Maio aveva annunciato, nel corso dell’informativa presso il Senato del 15 gennaio, la prossima ridiscussione, a livello internazionale, del futuro della Coalizione.  

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. 

Tuttavia, gli ultimi mesi hanno visto una crescente escalation della minaccia terroristica, che ha portato le forze armate e di sicurezza irachene a mobilitarsi ulteriormente per sconfiggere i gruppi terroristici ancora attivi. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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