Cina-USA: crescono le tensioni sulla legge per la sicurezza di Hong Kong

Pubblicato il 28 maggio 2020 alle 11:28 in Cina USA e Canada

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Il Parlamento cinese ha approvato la decisione di proseguire con la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong. Intanto, dagli Stati Uniti arrivano pesanti critiche. 

Il Congresso Nazionale del Popolo ha votato, il 28 maggio, per autorizzare il Comitato Permanente a redigere la legge in questione. I voti a favore sono stati 2.878, un solo voto contrario e 6 astensioni. I rappresentanti cinesi, riuniti nella Sala Grande del Popolo, hanno fatto un applauso prolungato quando il conteggio dei voti è stato proiettato sugli schermi. La Cina sostiene che la legge mira a combattere la secessione, la sovversione, il terrorismo e le interferenze straniere nella città semi-autonoma di Hong Kong. Tuttavia, la norma modificherà la mini-costituzione del territorio, nota come Legge Fondamentale, per imporre al suo governo di applicare misure che saranno decise in seguito dai leader cinesi. I piani hanno suscitato una condanna diffusa e messo a dura prova le relazioni della Cina con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

Il 27 maggio, Washington ha revocato lo status speciale per Hong Kong, sostenendo che la città non era più autonoma da Pechino. La decisone potrebbe aprire la strada a sanzioni future e alla rimozione dei privilegi commerciali del centro finanziario. Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha dichiarato che la città non è più qualificata per un trattamento speciale ai sensi della legge degli Stati Uniti, e potenzialmente sta subendo un duro colpo come centro finanziario. La proposta di legge sulla sicurezza nazionale è “solo l’ultima di una serie di azioni” che hanno toccato le libertà di Hong Kong, ha detto al Congresso. “Nessuna persona ragionevole può affermare oggi che Hong Kong mantiene un alto grado di autonomia dalla Cina, dati i fatti sul campo”, ha affermato Pompeo.

Una serie di manifestazioni sono state organizzate, il 24 e il 27 maggio, nella città semi-autonoma. Nella sola giornata del 27 maggio, 300 persone sono state arrestate dalla polizia. Le proteste contestano la proposta del governo cinese di emanare una legislazione che riguardi Hong Kong e che rafforzi la sicurezza nazionale, contro i tentativi di secessione, sovversione e terrorismo.  La notizia è stata diffusa il 21 maggio dal South China Morning Post, che citava una fonte cinese. Questa aveva rivelato che la Cina aveva concluso che era impossibile per il Consiglio Legislativo di Hong Kong approvare una norma sulla sicurezza nazionale, dato il clima politico nella città, e quindi si stava rivolgendo al Congresso Nazionale del Popolo di Pechino spingendolo ad assumersi tale responsabilità. 

di Redazione

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