Yemen: escalation al confine con l’Arabia Saudita

Pubblicato il 27 maggio 2020 alle 9:21 in Arabia Saudita Yemen

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L’area al confine tra Yemen ed Arabia Saudita è stata testimone di tensioni tra i ribelli sciiti Houthi e le forze della coalizione internazionale a guida saudita, che hanno provocato anche vittime civili.

A riferirlo, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il quale ha parlato di una “escalation militare” verificatasi nella giornata del 26 maggio. Tuttavia, secondo quanto riportato da al-Jazeera, già il 25 maggio i ribelli sciiti Houthi avevano accusato la coalizione internazionale a guida saudita di aver condotto più di 48 attacchi aerei contro le regioni di Jawf, Ma’rib, Hajjah e Sa’ada, provocando vittime e feriti. Tali episodi si sono verificati dopo che, il 24 aprile, la coalizione saudita-emiratina aveva annunciato l’estensione del cessate il fuoco unilaterale nel Paese. Tuttavia, alla scadenza delle due settimane, la tregua non è stata ufficialmente né prolungata né terminata.

In tale quadro, il 26 maggio, i ribelli Houthi, attraverso il loro canale al-Masirah, hanno accusato la coalizione di aver lanciato 14 attacchi aerei nelle aree di Kataf, Al-Dhahir e Wadi Jarah, nel Governatorato di Sa’ada, oltre che contro alcune zone situate nella regione di Jizan, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. Non da ultimo, le medesime fonti hanno riferito che le forze saudite-emiratine hanno condotto due raid nel governatorato di Hajjah e bombardato un distretto al confine, Shada, provocando il ferimento di una bambina. Tuttavia, non sono stati forniti ulteriori dettagli su eventuali perdite tra le forze ribelli.

Dal canto suo, l’agenzia di stampa del Regno saudita ha riferito che 3 donne sono rimaste ferite a causa delle schegge di un missile lanciato dagli Houthi dall’interno del territorio yemenita contro una zona residenziale di Jizan. Non da ultimo, il governo yemenita ha riferito di aver intercettato un missile balistico di provenienza Houthi nella sera del 26 maggio, lanciato contro la provincia di Ma’rib. A detta del Ministero dell’Informazione, il missile, di fabbricazione iraniana, è stato intercettato e abbattuto prima che questo colpisse i quartieri residenziali del governatorato. Per il governo yemenita, colpire oggetti e soggetti civili rappresenta una violazione del Diritto internazionale e, pertanto, la comunità internazionale è stata esortata ad intervenire.

Una fonte militare yemenita ha poi rivelato che attacchi missilistici dei ribelli Houthi hanno colpito il quartier generale del comando congiunto dell’esercito nazionale e delle forze della coalizione saudita, presso Ma’rib, uccidendo almeno 8 soldati, e provocando diversi feriti. L’accampamento colpito è Sahn al-Jin, dove, a detta di fonti dell’esercito yemenita, Riad ha installato un sistema di difesa Patriot, volto a salvaguardare il governatorato dai missili balistici dei ribelli.

Il perdurante conflitto civile in Yemen ha avuto inizio il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Sin dalla metà di gennaio 2020 i governatorati di M’arib, Jawf e Sana’a stanno assistendo ad una nuova violenta escalation. Il primo marzo, i ribelli sono poi riusciti a conquistare la città di Hamz, capoluogo della provincia settentrionale strategica di al-Jawf, costringendo le forze governative a ritirarsi verso Est, e, nello specifico, verso la città desertica di al-Jar, a seguito della seconda grande sconfitta in un mese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo 

di Redazione

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