Sul dossier Libia, Erdogan rafforza i legami con i Paesi del Nordafrica

Pubblicato il 27 maggio 2020 alle 17:32 in Algeria Tunisia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto due colloqui telefonici separati, martedì 26 maggio, uno con la presidenza tunisina e l’altro con quella algerina.

Durante la telefonata con il leader di Tunisi, Kais Saied, Erdogan ha affrontato principalmente la questione della crisi libica, ma ha avuto modo di confrontarsi con il suo omologo nordafricano anche su altri dossier regionali, come la situazione palestinese, nonché sull’emergenza dovuta al coronavirus.

“Nessuna soluzione per porre fine alla crisi in Libia è possibile al di fuori del quadro della legittimità internazionale e senza un accordo inter-libico”, ha sottolineato da parte sua Saied, mettendo in luce come la Tunisia sia il Paese più colpito dalla crisi e come i tunisini siano allarmati dalla situazione a causa della vicinanza tra i due Stati.I rapporti tra Turchia e Tunisia continuano ad essere criticati da gran parte dell’opposizione tunisina soprattutto da quando, a gennaio, dopo la visita di Erdogan a Saied, il 25 dicembre 2019, sono circolate voci su una possibile richiesta turca di utilizzare lo spazio aereo e marittimo della Tunisia come base da cui lanciare le operazioni in Libia. Ai tempi, la presidenza tunisina aveva dovuto chiarire in una nota che la controparte turca non aveva mai avanzato una simile richiesta e aveva specificato che le informazioni ventilate sulla questione rappresentavano solo un tentativo di minare la credibilità della posizione tunisina e la sua sovranità nazionale. Oggetto di dibattito è stata altresì la visita, avvenuta l’11 gennaio, tra il presidente Erdogan e il leader del partito islamico moderato di Tunisi, Ennahda, Rashid Ghannouchi, entrambi esponenti del movimento della Fratellanza Musulmana, cui appartiene anche il primo ministro di Tripoli, Fayez al-Serraj. Della visita al Palazzo presidenziale di Dolmanbahce, in Turchia, Gannouchi è stato successivamente chiamato a rispondere dal Parlamento tunisino, davanti al quale il leader di Ennahda ha affermato di non aver commesso alcuna azione contraria alla volontà e agli obiettivi della presidenza. 

La telefonata tra Erdogan e Saied, martedì 26 maggio, è stata altresì l’occasione per discutere della crisi palestinese, per la quale il presidente tunisino ha sottolineato “la necessità di posizioni più forti contro i crimini commessi a discapito del territorio e del popolo della Palestina”. Infine, al termine della telefonata, i due presidenti “hanno espresso la speranza che i popoli turco, e tunisino, così come tutta l’umanità, riescano a superare la crisi dovuta alla diffusione del coronavirus e le sue varie conseguenze”. Saied ha poi ringraziato la Turchia per gli aiuti recentemente inviati.

La crisi libica e l’emergenza coronavirus sono stati anche gli argomenti al centro della conversazione telefonica avvenuta tra il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, e l’omologo turco, Erdogan. Secondo quanto ha riferito un comunicato stampa della presidenza di Algeri, la telefonata è avvenuta su iniziativa di Ankara in occasione dell’Eid al Fitr, la festa che celebra la conclusione del mese sacro musulmano del Ramadan. Durante il colloquio, i due capi di Stato hanno concordato sulla “necessità di un immediato cessate il fuoco in Libia, come primo passo per avviare discussioni politiche tra le parti in crisi”. In Liba, mentre la Tunisia e l’Algeria mantengono una posizione più neutrale, la Turchia è apertamente schierata al fianco del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. L’aiuto della Turchia, in particolare, è stato fondamentale per le recenti riconquiste del governo di Tripoli ai danni dell’Esercito nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar. Il 18 maggio, l’esercito del GNA ha sottratto all’LNA l’importante base aerea di al-Watiya, collocata a 140 km a Sud-Ovest di Tripoli e dalla quale partivano molti degli attacchi di Haftar verso l’Ovest della Libia. La base aerea era stata presa dall’LNA nel 2014 ed è la seconda per grandezza nel Paese, dopo l’aeroporto di Mitiga. Precedentemente, le forze del GNA avevano già ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, mentre il 18 aprile avevano avviato un’offensiva contro Tarhuna, che ha consentito alle forze tripoline di avvicinarsi alla roccaforte. L’LNA, dal canto suo, nelle ultime settimane ha continuato la propria operazione contro la capitale Tripoli, in corso sin dal 4 aprile 2019.

Mercoledì 27 maggio, in un’altra conversazione telefonica, il presidente tunisino, Kais Saied, ha ribadito al premier libico al-Sarraj, la posizione equidistante della Tunisia nel conflitto, sottolineando la necessità di risolvere la situazione pacificamente e senza intervento di potenze straniere. Secondo quanto specificato da una nota della presidenza tunisina, Saied ha ribadito che la Tunisia appoggia una soluzione del conflitto che rifletta la volontà del popolo libico “senza alcuna interferenza esterna”. La conversazione con al-Sarraj è giunta poco dopo il colloquio telefonico tra il presidente tunisino e l’omologo turco Erdogan.

Il perdurante conflitto libico ha avuto inizio il 15 febbraio 2011. Gli schieramenti che si affrontano sul terreno sono due. Da un lato c’è il GNA, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. È l’unico governo libico riconosciuto dall’Onu e dalla comunità internazionale. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato, c’è il governo di Tobruk, con a capo il generale Haftar. Quest’ultimo riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per Haftar.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.