Spagna: tensioni tra il governo e la Guardia Civil

Pubblicato il 27 maggio 2020 alle 9:25 in Europa Spagna

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Il Vice Direttore Operativo della Guardia Civil, il generale Laurentino Ceña, ha presentato le sue dimissioni martedì 26 maggio, dopo che il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska ha rimosso dal suo incarico il colonnello Diego Pérez de los Cobos, direttore del comando di Madrid.

La decisione di Grande-Marlaska ha provocato un incendio all’interno della Guardia Civil che gli osservatori definiscono “difficile da controllare”. L’improvviso licenziamento di Pérez de los Cobos ha scatenato la più grande crisi all’interno dell’istituzione negli ultimi anni.

Laurentino Ceña, il più alto ufficiale in uniforme responsabile dell’istituto armato, ha presentato le sue dimissioni al direttore della Guardia Civil, María Gámez, a seguito delle decisioni della Grande-Marlaska. Il tenente generale interpreta il licenziamento di Pérez de los Cobos come un’interferenza da parte del potere politico in un’azione di polizia sotto testimone giudiziario. Il ministro, che è anche un ex giudice, ha formalizzato il licenziamento dopo aver appreso della lettera del giudice in cui gli ha ricordato che la polizia giudiziaria agisce solo sotto gli ordini del giudice. Il magistrato aveva rivendicato la massima riservatezza dagli agenti nelle loro indagini sulle manifestazioni per l’8 Marzo, fortemente incoraggiate dal governo nonostante l’epidemia di coronavirus.

Nella Guardia Civile queste dimissioni sono state accolte con grande preoccupazione. Non escludono che ne seguano altre e temono l’insofferenza crescente nei confronti di Grande-Marlaska. Il ministro ha cercato di placare la protesta parificando gli stipendi degli agenti della Guardia Civil e quelli della Polizia nazionale agli stipendi delle polizie autonomiche catalana e basca, sensibilmente maggiori.

La tensione tra il governo e la Guardia Civil nasce da un rapporto dell’istituto armato secondo cui il governo aveva una “profonda comprensione” dei rischi dell’epidemia di coronavirus già alla fine di gennaio. È così che gli esperti della Guardia civile lo considerano nel rapporto che hanno inviato il 21 maggio al tribunale di Madrid, dove si indaga se il delegato del governo nella comunità, José Manuel Franco, abbia subito la prevaricazione dell’esecutivo per l’autorizzazione del marce dell’8 Marzo. Secondo i dati forniti dalla Guardia Civil, “non avrebbe dovuto esserci alcuna dimostrazione o concentrazione di persone nella Comunità di Madrid a causa della crisi sanitaria di Covid-19” e hanno fissato il 5 marzo come data entro la quale avrebbero dovuto preso misure restrittive per evitare di affollare le persone negli spazi pubblici. Lo stesso 5 marzo Franco aveva avvertito gli impiegati della delegazione del governo (equivalente a una prefettura, ma su base regionale) di evitare concentrazioni e assumere misure di distanziamento sociale. Ciononostante le manifestazioni per il giorno della donna, cui hanno preso parte 25.000 persone solo nella Capitale, sono state autorizzate e incoraggiate.

Il ministro Grande-Marlaska nega che il licenziamento di Pérez de los Cobos sia legato al rapporto, e afferma che è dovuto a una “perdita di fiducia” nel direttore del comando di Madrid.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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