Niger: 120 milioni di dollari persi per irregolarità nel settore della Difesa

Pubblicato il 27 maggio 2020 alle 18:44 in Africa Niger

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Quasi il 40% dei 312 milioni di dollari spesi dal Niger per contratti di appalto in materia di difesa, firmati negli ultimi tre anni, è stato perso a causa di prezzi gonfiati o materiali che non sono mai stati consegnati. Questo è quanto si apprende da un recente controllo governativo di cui lagenzia di stampa Reuters ha preso visione, mercoledì 27 maggio. Gli accordi per la fornitura di veicoli militari, munizioni ed elicotteri d’attacco sono stati firmati principalmente con appaltatori locali che poi si sono riforniti da aziende all’estero, tra cui Ucraina, Francia, Russia e Cina.

Il Niger, alleato della Francia e degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato islamico e gli estremisti legati al Qaeda nella regione del Sahel, è uno dei Paesi più poveri del mondo, ma negli ultimi anni ha aumentato notevolmente le sue spese militari. Centinaia di soldati nigerini sono stati uccisi nei combattimenti, dallinizio del 2020, e spesso i militari si lamentano delle condizioni in cui sono costretti ad operare, soprattutto quelli in prima linea.

Il rapporto governativo è stato consegnato al primo procuratore del Niger nel mese di aprile. L’audit, che ha esaminato 177 contratti conclusi tra il 2017 e il 2019, ha calcolato che lo Stato ha perso un totale di circa 120 milioni di dollari. “I fornitori hanno riconosciuto all’unanimità le accuse mosse contro di loro”, afferma il rapporto, aggiungendo che anche i funzionari pubblici responsabili delle procedure dovevano essere incolpati. Laudit ha inoltre riscontrato numerosi casi di concorrenza sleale e fittizia. In un caso, tre società appartenenti allo stesso fornitore hanno gareggiato l’una contro l’altra per lo stesso contratto, dando l’illusione della concorrenza. La seguente relazione finale, che completa un rapporto già pubblicato nel mese di febbraio, include nuove prove e domande incrociate dei fornitori, che hanno fornito ulteriori spiegazioni sui contratti.

Secondo la Banca mondiale, il Niger è uno dei Paesi più poveri del mondo, con un PIL di circa 9 miliardi di dollari. Localizzato nell’area centrale del Sahel, è divenuto negli ultimi anni teatro di numerosi attacchi terroristici di matrice islamista. Per comprendere perché Niamey sia così esposta al terrorismo, occorre ricordare che, da quasi 60 anni, il Paese vive una grave situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il 3 agosto 1960, il Niger si è reso indipendente dal dominio coloniale francese e, da allora, la strategia adottata dai governi nazionali si è concentrata sulla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie. Nonostante gli sforzi, il Niger continua a registrare una pessima crescita economica.

Inoltre, dal momento che i confini nazionali sono scarsamente controllati, Il Paese viene attraversato facilmente dai gruppi terroristici. Le aree di frontiera tra Niger, Burkina Faso e Mali sono particolarmente pericolose e sono spesso teatro di attacchi da parte di gruppi estremisti. Il Country Report on Terrorism 2018 riferisce che, nello specifico, in Niger sono attive organizzazioni estremiste come Boko Haram, il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa occidentale (MUJAO), l’ISIS del Grande Sahara (ISIS-GS), ISIS dell’Africa occidentale (ISIS-WA), Jama’at al-Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e l’affiliato Fronte di Liberazione Macina. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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