Gli Stati Uniti pronti a mediare tra India e Cina

Pubblicato il 27 maggio 2020 alle 16:15 in India USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è offerto di fare da mediatore nelle tensioni tra India e Cina, dove i rispettivi eserciti si sono accusati a vicenda di aver superato il confine conteso. 

“Abbiamo informato sia l’India sia la Cina che gli Stati Uniti sono pronti, disposti e in grado di mediare o arbitrare la loro disputa di confine”, ha dichiarato Trump in un post su Twitter, il 27 maggio. Alcuni osservatori indiani, il 26 maggio, hanno affermato che la situazione nei territori contesi è peggiorata a seguito dalla costruzione di infrastrutture da parte dell’India, in competizione con i progetti della Belt and Road Initiative cinese. 

Già il 21 maggio, l’India aveva reso noto che il suo esercito si era scontrato con le truppe cinesi, dopo che queste ultime avevano ostacolato le pattuglie indiane lungo il confine conteso in due diverse località. Durante il mese di maggio di quest’anno, le truppe indiane e cinesi si sono scontrate nello stato indiano orientale del Sikkim e nella regione di Galwan, nell’Himalaya Occidentale. I soldati indiani erano intenti in una pattuglia ordinaria lungo la Linea di Controllo che divide i due Paesi, secondo quanto ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Anurag Srivastava. “Tutte le attività indiane sono interamente sul lato indiano della Linea di Controllo. In effetti, è la controparte cinese che ha recentemente intrapreso attività che ostacolano i normali schemi di pattugliamento dell’India”, ha affermato in una nota. 

La Cina non ha commentato direttamente le crescenti tensioni lungo il confine, ma ha affermato che le sue truppe hanno costantemente mantenuto la pace e la tranquillità nella zona. Tuttavia, il quotidiano cinese Global Times, controllato dallo Stato, ha affermato che le truppe indiane hanno violato il territorio cinese e hanno persino tentato di erigere strutture di difesa illegale, dall’inizio del mese di maggio. La Cina ha rafforzato i controlli alle frontiere in risposta alle provocazioni indiane nella valle di Galwan. Nessuna delle parti ha però fornito i dettagli a tale riguardo. Secondo i media indiani, entrambe le parti hanno schierato truppe aggiuntive nella regione. Il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Srivastava, ha dichiarato che Nuova Delhi si è impegnata a risolvere le controversie al confine attraverso nuovi colloqui. 

Il 21 gennaio, Trump si era già offerto di mediare un’altra area contesa della regione in cui sono coinvolti India e Pakistan: il Kashmir. L’offerta statunitense era arrivata in occasione di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro pakistano, Imran Khan, prima di un incontro bilaterale a margine del World Economic Forum, nella città svizzera di Davos. “Stiamo parlando del Kashmir e di ciò che sta accadendo con il Pakistan e l’India”, aveva affermato Trump. “E se possiamo aiutare, sicuramente aiuteremo. Lo abbiamo osservato e seguito molto, molto da vicino”, aveva aggiunto il presidente USA. 

Il 19 agosto, la Casa Bianca aveva reso noto che il presidente Trump aveva parlato al telefono con Khan e con il suo omologo indiano, Narendra Modi. Nel corso dei colloqui, il presidente USA aveva “ribadito la necessità di evitare una ulteriore escalation della situazione e ha richiesto moderazione ad entrambe le parti”. Da parte sua, il premier Khan aveva espresso al presidente Trump “la propria preoccupazione in merito alla crisi umanitaria in Kashmir” e aveva chiesto il supporto statunitense. Tuttavia, il colloquio con il premier indiano era terminato con la ferma opposizione di Modi a qualsiasi ingerenza straniera nella regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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