Violazione dell’armistizio tra Corea del Sud e Corea del Nord

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 14:13 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord e la Corea del Sud hanno violato l’accordo di armistizio al loro confine condiviso, il 3 maggio, secondo quanto ha riferito il Comando delle Nazioni Unite (UNC) guidato dagli Stati Uniti, il 26 maggio.

Una squadra investigativa speciale della UNC ha concluso che le truppe di entrambe le parti avevano violato l’accordo, che era in vigore dalla fine della guerra di Corea del 1950-1953, terminata con un armistizio. L’UNC, comandato da un generale statunitense, sovrintende agli affari nella Zona Demilitarizzata fortificata tra le due Coree, che rimangono tecnicamente in guerra. Le truppe nordcoreane in un posto di guardia hanno commesso una violazione quando hanno sparato 4 colpi di munizioni da 14,5 mm contro un posto di guardia dell’UNC sul lato meridionale della Linea di Demarcazione Militare (MDL) che divide l’area, ha dichiarato l’UNC in un comunicato.

Funzionari sudcoreani e statunitensi hanno affermato di ritenere che gli spari siano stati un incidente, ma l’UNC ha dichiarato che “le indagini non sono state in grado di determinare definitivamente se i 4 colpi fossero stati intenzionali o frutto di un errore”. Da parte loro, i funzionari militari nordcoreani non hanno fornito una risposta ufficiale. La Corea del Nord non ha commentato pubblicamente l’incidente. In tale contesto, anche le truppe sudcoreane hanno violato l’accordo di armistizio quando hanno sparato due raffiche di colpi verso la Corea del Nord mezz’ora dopo, ha concluso l’UNC. Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha dichiarato di essersi rammaricato delle conclusioni dell’UNC e di non aver svolto indagini sostanziali sui fatti. Tuttavia, i militari sudcoreani hanno seguito le procedure adeguate per rispondere all’offensiva, ha affermato una nota del Ministero.

Sul confine tra le due Coree, oltre ad essere presenti mine, postazioni di guardia e barriere, sono di stanza numerose truppe militari di ambo le parti, che negli anni si sono sporadicamente scambiate colpi di arma da fuoco.  Un grave e preoccupante apice delle tensioni al confine tra le due Coree risale al 2010 e iniziò il 27 gennaio di quell’anno, quando la Corea del Nord sferrò il suo fuoco d’artiglieria nelle acque circostanti l’isola di Baengnyeong, uccidendo due ufficiali della Marina sud-coreana e due civili. Successivamente, il 26 marzo, Pyongyang affondò una nave della marina nemica, provocando 46 vittime e attaccò nuovamente il Sud a ottobre e novembre dello stesso anno. Da allora, tensioni come quelle del 3 maggio si sono verificate più volte negli anni, ma gli ultimi episodi di tal genere risalgono al 2017, in quanto, dal 2018, è iniziato un parziale smantellamento degli arsenali di confine per ridurre le tensioni. Tuttavia, questo si è ridotto nel contesto più generale dello stallo dei negoziati per la denuclearizzazione tra Washington e Pyongyang. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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