Venezuela: Procura chiede di riconoscere il partito Guaidó come organizzazione criminale

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 9:44 in America Latina Venezuela

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Voluntad Popular (VP), il partito di opposizione creato dall’ex prigioniero politico Leopoldo López e di cui è esponente Juan Guaidó, è, per la Procura generale venezuelana, un’organizzazione criminale.

Tarek William Saab, procuratore di Nicolás Maduro, ha comunicato al paese l’inizio del processo che porterà lo scioglimento di Voluntad Popular. Saab accusa VP di essere “un’organizzazione criminale a fini terroristici”, un’accusa contro un partito democratico che non è mai stata né condotta contro le forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) né contro l’esercito nazionale di liberazione (ELN), che hanno trovato rifugio nel territorio venezuelano. Né contro Hezbollah, un’organizzazione con cui Caracas mantiene solidi legami finanziari.

Nonostante Guaidó abbia deciso di prendere le distanze dal suo partito alla fine dello scorso anno, con l’obiettivo di apparire come un presidente ad interim imparziale all’interno dei grandi partiti dell’opposizione, l’attacco contro VP fa parte dell’assedio condotto dal Chavismo nei confronti del leader oppositore, così come del suo ambiente politico e familiare. La strategia chavista è quella di isolare il leader dell’opposizione senza arrestarlo per evitare la condanna internazionale.

“VP respinge categoricamente le accuse del procuratore nominato dall’usurpatore, che intende mettere in evidenza terroristi e organizzazioni criminali, caratteristiche che descrivono effettivamente la dittatura di Maduro” – si è difeso il partito in una dichiarazione. “Nulla fermerà i nostri ideali di libertà” – scrive ancora Voluntad Popular.

Nel suo appello rivolto alla Corte suprema di giustizia (TSJ), il procuratore generale sostiene che “tutto ciò che è richiesto si basa sulle ragioni molto serie dei fatti citati, che sono di conoscenza pubblica, nota e comunicativa”. Saab fa riferimento al tentativo di invasione via mare da parte di alcuni mercenari lo scorso 3 maggio, la cosiddetta Operazione Gideon, finanziata da esponenti politici molto vicini a Guaidó.

Lo scioglimento di VP è una decisione che gli analisti e il pubblico venezuelano danno per scontata, dal momento che il TSJ bolivariano è diventato dalla fine del 2015 uno strumento contro il Parlamento e contro l’opposizione, come dimostrano le 125 sentenze pronunciate contro l’Assemblea Nazionale o gli esponenti dell’opposizione.

Da quando l’ex prigioniero politico Leopoldo López – oggi rifugiato presso l’ambasciata spagnola a Caracas – ha fondato Voluntad Popular alla fine del 2009, il partito è stato oggetto di repressione da parte del governo chavista, che ha imprigionato leader e deputati e ha disabilitato i suoi leader, causando l’esilio di buona parte della sua leadership. Lo stesso López prima di rifugiarsi nell’ambasciata spagnola in seguito al fallito golpe del 30 aprile 2019, fu rinchiuso per più di tre anni nella prigione militare di Ramo Verde e per oltre 18 mesi ai domiciliari.

Attualmente sono in carcere due parlamentari di VP, Gilber Caro e Renzo Prieto, nonché i principali collaboratori di Guaidó, come Roberto Marrero  il suo braccio destro, e uno dei suoi consiglieri chiave, Demóstenes Quijada. Anche Juan José Márquez, zio materno del presidente del Parlamento, è in prigione da oltre tre mesi.

Il procuratore Saab ha insistito sulla “genesi neonazista” del partito di López, che fa parte dell’Internazionale socialista. “Per chiudere il suo ciclo di trasformazione in un’organizzazione terroristica transnazionale, VP è entrata in una nuova fase il 23 gennaio 2019, quando Guaidó si è proclamato in una piazza pubblica e con sorpresa dei suoi stessi sostenitori come presidente ad interim del Venezuela” – conclude Saab.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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