Siria: la Russia apre un tratto della M4, rischio catastrofe umanitaria ad Est

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 10:10 in Medio Oriente Siria

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Le forze della polizia militare russa hanno annunciato, il 25 maggio, di aver riaperto un tratto della strada internazionale strategica che collega Aleppo e Latakia, per la prima volta dopo sette mesi. Nel frattempo, la Croce Rossa ha messo in guardia da una catastrofe umanitaria nel Nord-Est.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Asharq al-Awsat, il tratto di strada aperto è quello che collega Tell Tamer e Ain Issa, dove, per la prima volta in sette mesi, è stato consentito sia lo spostamento della popolazione sia il traffico commerciale. Come riferito da un funzionario russo, la sicurezza dei movimenti sarà garantita da pattuglie russe che perlustreranno l’area e freneranno qualsiasi eventuale azione militare, in collaborazione con le autorità locali.

La strada internazionale M4 è considerata un collegamento di importanza rilevante per il Nord della Siria, parallela al confine con la Turchia. La M4 si estende dal confine con l’Iraq fino alla città costiera di Latakia, nel Nord-Est della Siria, passando per Qamishli, Tell Tamer, Ain Issa, Manbij, ma anche Aleppo e Idlib. L’arteria era stata chiusa a seguito dell’operazione lanciata dalla Turchia il 9 ottobre, nota come “Fonte di pace”, contro le Syrian Democratic Forces (SDF). Da un lato, si tratta di una rotta commerciale che consentirebbe di migliorare gli scambi economici della Siria. Dall’altro lato, la M4 rappresenta altresì un canale di rifornimento per le forze curde.

In tale quadro, il 5 marzo scorso, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno raggiunto un accordo che, oltre a stabilire una tregua per il governatorato Nord-occidentale di Idlib, ha definito l’organizzazione di pattuglie congiunte proprio sulla M4. Il fine ultimo di Ankara è creare un’area smilitarizzata, una “safe zone”, distante circa 30 km dal confine siro-turco.

Nel frattempo, il comitato internazionale della Croce Rossa ha riferito che, nella regione ad Est del fiume Eufrate, la popolazione siriana rischia una catastrofe umanitaria, causata da una carenza di risorse idriche e di medicinali così come da un continuo deterioramento del sistema sanitario e delle infrastrutture necessarie a far fronte alla pandemia di Covid-19. Come riferito da un portavoce della Croce Rossa, Adnan Hizam, la Siria deve far fronte alle conseguenze di un conflitto entrato nel suo decimo anno e che, ancor prima dello scoppio della pandemia, ha causato una diminuzione di risorse idriche, alimentari, di medicinali oltre che un abbassamento del valore della moneta locale e un conseguente aumento dei prezzi.

Una delle preoccupazioni principali, ha sottolineato il portavoce, è la carenza di acqua, ma, parallelamente, anche il sistema sanitario risulta essere inadeguato. In particolare, a detta di Hizam, di 16 ospedali, solo un ospedale è completamente attivo, mentre altri 8 funzionano parzialmente e 7 non funzionano affatto. Pertanto, vi sono 10 posti letto disponibili per ogni 10.000 persone. A ciò si aggiunge la situazione precaria dei centri e degli accampamenti per gli sfollati interni, i quali rappresentano un onere aggiuntivo per il già debole sistema sanitario. Per tale motivo, secondo Hizam, la comunità internazionale dovrebbe volgere lo sguardo al Paese e profondere sforzi volti non solo ad impedire una maggiore diffusione del coronavirus, ma anche a risanare la situazione umanitaria.

Il perdurante conflitto siriano è scoppiato il 15 marzo 2011. L’esercito del regime siriano, affiliato al presidente Bashar al-Assad, è coadiuvato da Mosca, mentre sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. Il cessate il fuoco del 5 marzo ha consentito a più di 270.000 civili di far ritorno nelle proprie abitazioni, ma la popolazione teme che il regime siriano ed i suoi alleati possano intraprendere una nuova offensiva contro l’ultima roccaforte posta ancora sotto il controllo dei ribelli, Idlib.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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