Cisgiordania: 3 palestinesi feriti dalla polizia israeliana

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 11:18 in Israele Palestina

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Tre palestinesi sono rimasti feriti a seguito di tensioni verificatesi in Cisgiordania, in un momento in cui il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è determinato a proseguire con i piani di annessione di alcuni territori palestinesi, definendo la mossa una “opportunità storica”.

In particolare, secondo quanto riportato da al-Jazeera il 25 maggio, un giovane palestinese è rimasto gravemente ferito presso il villaggio di Jabal al-Mukaber, nel Sud della Gerusalemme occupata. La polizia israeliana, stando alle dichiarazioni degli agenti, ha sparato contro il giovane trentenne dopo che questo aveva tentato di aggredirli con un coltello. Altri due palestinesi sono rimasti feriti, nella medesima giornata del 25 maggio, nel villaggio di al-Mughayyir, situato nel Nord di Ramallah, nella Cisgiordania centrale. Anche in questo caso, secondo dichiarazioni di Israele, si è trattato di un tentato accoltellamento, a cui hanno fatto seguito gli spari della polizia israeliana. Da parte palestinese, un attivista, Kathem Haj Mohammad, ha riferito che i “coloni” israeliani hanno colpito i due pastori in campo aperto e successivamente hanno lanciato gas lacrimogeni contro gli abitanti del villaggio giunti per soccorrere i feriti.

Il clima di tensione tra Israele e l’Autorità Palestinese è stato ulteriormente alimentato dalle dichiarazioni di Netanyahu circa la volontà di annettere la Valle del Giordano e il Mar Morto settentrionale entro il primo luglio prossimo. L’idea è giunta in un momento in cui il premier è nuovamente alla guida di Israele, nel quadro di un governo di unità nazionale che lo vedrà alternarsi ogni 18 mesi con il suo ex-rivale, Benny Gantz, anch’egli favorevole all’annessione, sebbene previa autorizzazione degli USA e della comunità internazionale. Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, a sua volta, ha risposto dichiarando lo scioglimento degli accordi raggiunti sia con Israele sia con gli Stati Uniti, anche in materia di sicurezza.

Risalgono al 25 maggio le ultime parole di Netanyahu relativamente al proprio piano. Nel corso di un incontro con i membri del proprio partito, Likud, alla Knesset, il premier ha evidenziato come l’annessione dei territori palestinesi costituirà probabilmente uno dei primi compiti più rilevanti del nuovo governo. A detta di Netanyahu, Israele, al momento, ha davanti a sé una “opportunità storica” che non può lasciarsi sfuggire, ovvero la possibilità di estendere la sua sovranità con giudizio, per la prima volta dal 1948.

Tra gli altri fattori che rafforzano la posizione di Netanyahu vi è il progetto del capo della Casa Bianca, Donald Trump, noto altresì come “accordo del secolo”, presentato il 28 gennaio 2020, che si pone l’obiettivo di riportare la pace in Medio Oriente e di risolvere il conflitto arabo-israeliano. In particolare, il piano, delineato in 181 pagine, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

La Cisgiordania è considerata un territorio sotto occupazione militare israeliana da parte delle Nazioni Unite, ed è soggetto alla Quarta Convenzione di Ginevra del 1949. Tale status è stato riconosciuto ai territori palestinesi dalla comunità internazionale nel 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni. Sino ad una effettiva attuazione del Piano di Trump o di Netanyahu, i territori palestinesi sono regolati dagli Accordi di Oslo del 1993, secondo cui la Cisgiordania è divisa in tre settori amministrativi, denominate aree A, B e C. Nello specifico, l’area A, pari al 18% della Cisgiordania, è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese. L’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e rappresenta circa il 22% del territorio palestinese. Infine, l’area C, pari al 61% della Cisgiordania, è controllata da Israele.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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